È un dibattito tanto acceso quanto confuso, quello sull'intelligenza artificiale, partito e alimentato da aziende private: per il Nobel Giorgio Parisi è quanto basta a richiamare la "necessità di avere un centro di ricerca pubblico". E' un'iniziativa che il fisico sta sollecitando da tempo, anche a livello europeo. Lo ha fatto più volte all'Accademia di Lincei di cui fa parte e adesso, dice all'ANSA, la proposta è più che mai attuale, considerando le numerose variabili in gioco. Tuttavia, rileva, "il pericolo che i modelli di IA possano evolversi senza controllo mi sembra si possa escludere".
A preoccupare non è quindi la paura che i modelli di IA possano diventare autonomi, ma "in generale preoccupano i problemi connessi con la disoccupazione e con l'educazione. Per esempio, se continuiamo a demandare troppe cose all'IA rischiamo di perdere un certo tipo di capacità", osserva il Nobel citando la recente soluzione di uno dei problemi matematici 'del millennio' da parte di un modello di IA. "Come si forma un matematico se tutti i problemi semplici sono stati risolti dall'IA? E' difficile che l'IA possa elaborare una soluzione nuova, ma resta il problema di come formare i matematici".
Accanto al problema educativo, che potrebbe portare a dare alle IA "la delega a pensare", per Parisi c'è anche il problema del controllo dei mass media: "sarebbe estremamente pericoloso se in futuro i modelli di IA gestissero l'informazione". Per questo è necessario "riflettere sul fatto che stiamo vivendo un momento di enormi investimenti sull'IA" e "la mia impressione - aggiunge - è che "i grossi investimenti sono giustificati dalla speranza, da parte delle aziende, che uno dei modelli di IA prenda il monopolio".
D'altro canto, prosegue, "l'IA funziona perché ha letto un'enorme quantità di quello che gli esseri umani hanno scritto e lo ha fatto praticamente gratis, e organizzare un monopolio su questo potrebbe essere 'il più grande furto della storia dell'umanità', come lo ha definito Bernie Sanders". Leggi anti-monopolio, per esempio, secondo Parisi "potrebbero essere importanti sia a livello nazionale sia in un accordo con la Cina, che sull'IA ha una legge fatta prima di quella europea".
Fra gli altri possibili rischi: il controllo delle armi atomiche ("ma spero che a questo i militari ci abbiano pensato") alla possibilità di trovare ricette per costruire armi biologiche con l'aiuto dell'IA, fino alle possibili vulnerabilità dei sistemi bancari ("in questo caso molti attacchi finalizzati a ottenere un riscatto si potrebbero evitare vietando le criptovalute"), tanti mestieri verranno cambiati.
"In ogni caso - conclude il Nobel - l'IA sta crescendo molto velocemente ed è difficile capire qual è il limite, non sappiamo bene quanto potrà progredire. Secondo me servirebbe una pausa di riflessione, anche per fare in modo che tutte le conseguenze economiche e sociali siano attenuate e per avere più tempo per riflettere. Di certo è una strada da cui non si torna indietro. Ci vuole tempo per assorbirla e comunque dobbiamo ricordare che è uno strumento progettato da esseri umani".