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Icef, rischio stangata sulle famiglie? “La Giunta non ha fatto nulla


TRENTO. Le famiglie si preparano a fare i conti con l’Icef, ma da Cgil, Cisl e Uil arriva una dura denuncia: “E' grave che la Giunta abbia permesso agli enti locali di aumentare il peso delle tariffe sulle famiglie senza fare nulla”.

La raccolta delle dichiarazioni inizierà il  14 settembre e riguarderà i redditi e patrimoni del 2025. Le dichiarazioni potranno essere presentate alle strutture accreditate (Caaf), previo appuntamento, oppure gli sportelli provinciali per il pubblico  presenti sul territorio.

Mentre gli enti locali potranno aumentare il peso delle tariffe sulle famiglie, il sindacato denuncia una beffa nella distribuzione dei vantaggi: “a guadagnarci sarebbero soprattutto i redditi più alti, mentre a pagare il prezzo maggiore rischia di essere ancora una volta il lavoro femminile”. 

Per i sindacati il nuovo indicatore, rivisto lo scorso anno per volere dell’esecutivo, fin da subito aveva mostrato non poche criticità che Cgil Cisl Uil avevano più volte evidenziato. Con la rimodulazione delle deduzioni infatti, viene spiegato “un numero consistente di nuclei familiari ha subito una riduzione dei sostegni o un aumento delle tariffe perché i nuovi criteri penalizzano soprattutto le famiglie con due redditi, le famiglie numerose e i redditi delle fasce più basse”. 

Con la beffa, continua Cgil, Cisl e Uil, di scoprire oggi che neppure i minimi correttivi sono stati adottati dagli enti locali. “Comuni e comunità avrebbero dovuto innalzare le soglie Icef, ma oggi scopriamo che non lo hanno fatto - denunciano i sindacati confederali -. Eppure la Giunta Fugatti non ha mosso un dito per evitare che a pagare fossero le famiglie”. Per le sigle sindacali potrebbero essere stati circa 20mila i nuclei che hanno dovuto pagare per un anno intero tariffe di nido e mensa più alte del dovuto. “Su questo fronte ci riserviamo iniziative specifiche a tutela delle famiglie. Quello che fino ad oggi non ha fatto la Giunta provinciale”.

Secondo i sindacati le modifiche annunciate per il 2026 non risolveranno nessuno dei problemi creati dalla riforma dell’Icef famiglia dello scorso anni e non andranno a produrre maggiore equità. “Al contrario – spiegano - finiscono per premiare solo chi gode di migliori condizioni economiche soprattutto sul fronte patrimoniale e le partite Iva, invece di intervenire con una misura di reale equità, ovvero l’indicizzazione dell’Icef al costo della vita”.

E il paradosso, secondo Cgil, Cisl e Uil, arriva anche sul fronte dell’occupazione femminile. Secondo sempre i sindacati mancherebbero  meccanismi di detrazione sufficienti per il reddito da lavoro delle donne. “A parole si dice di voler incentivare l’occupazione delle donne, poi nei fatti le famiglie dove entrambi i genitori lavorano vengono penalizzate. Questo vuol dire anche servizi di conciliazione più costosi, un cortocircuito per una giunta che vuole sostenere la natalità”.

A pesare, infine, sono gli effetti che il nuovo Icef potrebbe avere sull’assegno unico provinciale per i figli minori. Su questo tema le organizzazioni sindacali avevano chiesto un incontro urgente all’assessore Spinelli senza mai aver ricevuto risposta.