“Il 19 luglio 1985 quel mostro di fango, acqua e detriti cancellò
TESERO. Sono cariche di emozione e commozione, le parole che il Palazzo Magnifica Comunità affida ai propri canali social in un giorno particolarmente significativo per la storia della val di Fiemme e in particolare per la Val di Stava.
"Il 19 luglio 1985 - si legge - la Val di Stava visse uno dei giorni più bui della sua storia. Alle 12.22 cedettero i bacini di decantazione della miniera di Prestavel: una colata di fango, acqua e detriti scese a valle con una forza devastante, cancellando case, alberghi, vite. In pochi minuti 268 persone persero la vita. Famiglie intere, bambini, lavoratori, turisti. Una ferita profonda che ancora oggi attraversa la nostra comunità".
"Oggi, come ogni 19 luglio, ci fermiamo", prosegue la riflessione. "Per ricordare, per onorare, per imparare, per custodire la memoria e trasformarla in coscienza".
Nel cimitero della chiesa di San Leonardo, a custodire questa memoria, si trova il monumento bronzeo di Felix Deflorian.
Proprio quell'opera viene presa come esempio capace di raccontare la tragica disperazione di quel giorno di 41 anni fa: "Si tratta di un’opera che non consola, ma ferisce. Le figure bronzee sono corpi contratti, schiacciati, quasi spezzati, come se il metallo avesse trattenuto l’ultimo istante prima che tutto venisse inghiottito. Le superfici sono dure, graffiate, irregolari, sembrano portare ancora addosso il fango e la violenza di quel giorno. I volti non sono volti. Sono ombre, presenze che emergono e scompaiono, come ricordi che fanno male anche solo a essere sfiorati. Non c’è bellezza, non c’è armonia. C’è la crudezza del dolore trasformata in memoria: un bronzo che non permette di distogliere lo sguardo, un bronzo che non consola ma piange, un bronzo che non celebra ma ricorda, un bronzo che non permette di dimenticare".
LA TRAGEDIA, COSA ACCADDE
Esattamente 41 anni fa, alle 12.22 del 19 luglio 1985, il tempo sembrò fermarsi per la Val di Stava. In pochi istanti si consumò una delle più grandi tragedie della storia del Trentino: il crollo dei bacini di decantazione della miniera di Prestavel provocò una colata di fango che travolse la valle, causando la morte di 268 persone, tra cui 28 bambini e 31 giovani non ancora maggiorenni.
Quel giorno, a causa del crollo del primo bacino di decantazione (che travolge il secondo) per i fanghi residuati della miniera di fluorite di Prestavel, una massa fangosa di circa 180mila metri cubi e con una velocità di 90 chilometri orari finì per abbattersi sulla valle sottostante, travolgendo anche l'abitato di Stava nel comune di Tesero e spazzando via, oltre alle numerose vite, 3 alberghi, 53 abitazioni, 6 capannoni, 8 ponti distrutti con danni stimati, nel conio attuale, di oltre 133 milioni di euro.
Nonostante la tempestività dei soccorsi in pochi si salvarono. Furono oltre 18mila le persone impegnate per settimane a scavare, usufruendo di un’impressionante mole di mezzi. Per avere un’idea del disastro, basta dire che il numero esatto delle vittime fu ricostruito con certezza solamente a un anno di distanza.
Dopo la tragedia si avviò una lunga vicenda giudiziaria raccontata nei dettagli a il Dolomiti dall'ex magistrato Carlo Ancona (QUI ARTICOLO) che, allora 36enne, fu il giudice istruttore del maxi processo che portò alla condanna, per disastro colposo e omicidio colposo plurimo, di alcuni dirigenti delle società che avevano gestito la miniera, oltre ai responsabili della costruzione e della gestione del bacino superiore, dei direttori della miniera e di alcuni dirigenti della Provincia di Trento.