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Il bilancio del vertice Trump-Xi: molto cerimoniale, ma nessuna svolta politica


Roma, 26 set. (askanews) – Una proroga di due mesi della tregua commerciale, il proseguimento del dialogo sull’Intelligenza artificiale e l’impegno a sostenersi reciprocamente nei grandi appuntamenti multilaterali del 2026. E’ questo il bilancio concreto dell’incontro tra Xi e Donald Trump: un passo verso la stabilizzazione dei rapporti, ma senza quella svolta su commercio, tecnologia e questioni strategiche che il forte investimento politico e cerimoniale sul vertice voleva suggerire.

Il risultato più immediato riguarda il commercio. Washington e Pechino hanno prorogato fino al 10 gennaio 2027 la tregua commerciale che sarebbe scaduta il 10 novembre, evitando per il momento una nuova escalation tariffaria. L’intesa, tuttavia, era stata definita già alla vigilia del vertice nei colloqui tra il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng e serve soprattutto a concedere altri due mesi ai negoziatori per cercare un accordo più ampio.

Non è invece arrivato l’atteso pacchetto di riduzioni tariffarie sui beni considerati “non sensibili”. Stati Uniti e Cina stanno lavorando attraverso il nuovo Board of Trade alla selezione di prodotti sui quali alleggerire reciprocamente i dazi, con un negoziato che nelle scorse settimane aveva riguardato riduzioni per circa 30 miliardi di dollari per parte. Ma dalla riunione Trump-Xi non è uscita né una lista definitiva dei prodotti né un nuovo calendario per l’entrata in vigore dei tagli.

Nessun nuovo annuncio neppure sul fronte agricolo, particolarmente importante per Trump in vista delle elezioni di metà mandato. Restano in vigore gli impegni già assunti da Pechino ad acquistare 25 milioni di tonnellate l’anno di soia americana fino al 2028 e almeno 17 miliardi di dollari l’anno di altri prodotti agricoli. Bessent ha detto che la Cina sta procedendo in modo sostanziale con gli acquisti di soia, mentre resta indietro rispetto agli altri obiettivi concordati. Un secondo risultato riguarda l’Intelligenza artificiale, ma anche qui si tratta soprattutto dell’apertura di un processo. Nei colloqui preparatori He e Bessent avevano tenuto il primo confronto specifico sull’IA nell’ambito del meccanismo economico bilaterale. Trump e Xi hanno concordato sulla necessità di proseguire il dialogo e, secondo il resoconto cinese, di discutere rischi e benefici della tecnologia e prevenire usi impropri. Non risulta invece formalmente adottato il meccanismo di notifica per gli incidenti legati all’IA con implicazioni per la sicurezza nazionale, una sorta di “linea diretta” proposta da Bessent nei giorni precedenti.

Restano sostanzialmente irrisolti i dossier più sensibili. Su Taiwan, Xi ha nuovamente chiesto agli Usa di mantenere una posizione contraria all’indipendenza dell’isola e di affrontare la questione “con prudenza”, ma non è stato annunciato alcun nuovo accordo. Sul Medio Oriente, così come sull’Ucraina e sulla penisola coreana, i due presidenti hanno discusso le rispettive posizioni, ma il resoconto ufficiale cinese non registra intese operative. In particolare non è emersa pubblicamente una modifica della posizione di Pechino nei confronti dell’Iran. Sul piano diplomatico, uno dei pochi altri impegni esplicitamente registrati è quello a sostenersi reciprocamente nell’organizzazione dei due grandi appuntamenti internazionali di quest’anno: il vertice Apec tra le economie dell’area dell’Asia-Pacifico, che la Cina ospiterà a Shenzhen il 18 e 19 novembre, e il G20 che Trump ospiterà a Miami il 14 e 15 dicembre.

Il risultato politico della visita appare dunque soprattutto quello di aver allungato la fase di distensione aperta nei precedenti incontri, istituzionalizzando nuovi canali di confronto. Lo stesso resoconto cinese parla di “nuovi risultati” raggiunti dai negoziatori economici, ma senza indicare un nuovo accordo complessivo. Per ora, Trump e Xi hanno comprato soprattutto tempo: fino al 10 gennaio per capire se la tregua commerciale potrà trasformarsi in qualcosa di più strutturale.

Di Antonio Moscatello