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Il Bologna a piccoli passi. Batte i greci con due regali. Ma viene via da Valles con una valigia di dubbi


dall’inviato

VALLES (Bolzano)

Le vie del gol? Ancora intasate. Così come la manovra, che resta un parto complicato. Tutto da mettere in conto nel non facile passaggio da un Bologna (quello di Italiano) all’altro (quello made in Tedesco). Eppure un altro step di crescita dopo l’incoraggiante 1-1 con l’Heidenheim di mercoledì ieri era lecito attenderselo: e invece, sul piano della prestazione, c’è stato un passo indietro.

Ci si può parzialmente consolare con un dato di fatto: il 2-0 all’Iraklis di Walter Mazzarri, neopromosso nella serie A greca, è la prima vittoria dei rossoblù in stagione. Vero, ma come ci è arrivato ieri il Bologna? Faticosamente. Ed è stata una fatica anche per i mille tifosi saliti a Valles (la metà di quelli che c’erano otto giorni fa nel test d’esordio con l’Armina Bielefeld) assistere a un’amichevole in cui di conclusioni rossoblù nello specchio degne di tal nome non ce ne sono state.

In compenso ci sono stati due enormi regali, che gli uomini di Tedesco hanno avuto il merito di scartare e portare a casa. Il karakiri del portiere dei greci Athanasiadis dopo 7 giri di lancette è stato qualcosa di tragicomico. Sbagliando il controllo del pallone coi piedi sul più leggibile dei retropassaggi l’improvvido guardiano di Mazzarri ha letteralmente mandato in porta Dallinga, che ha capitalizzato il cadeau.

Lo stesso Dallinga, al 58’, si è procurato, forse perfino a sua insaputa, un penalty che il fischietto bergamasco Diop si è letteralmente inventato: solo lui, infatti, ha colto il contatto in area rossoblù tra Inigo e l’attaccante olandese.

Sul dischetto si è presentato Rowe, che ieri peraltro non ha convinto nell’inedito impiego a destra. La sua esecuzione è stata tutto fuorché impeccabile ma ha comunque piegato la resistenza di Tsintotas, nel frattempo subentrato all’impresentabile collega.

Due regali, due gol: ma anche due Bologna. Nella prima ora Tedesco ha impiegato le riserve, con le eccezioni di Skorupski e Rowe, salvo poi gettare nella mischia i titolari (che avevano svolto lavoro atletico al mattino) nell’ultima mezzora. La somma delle due partite ha partorito solo sbadigli, interrotti nella ripresa da qualche intervento ai limiti del regolamento, sia dei greci che di Castro e Dominguez.

Sul taccuino resta l’esordio in rossoblù di Alhassane, a cui nella prima ora di partita è stata assegnata la casella di terzino sinistro del 4-3-3. Il nuovo arrivato se l’è cavata discretamente, non foss’altro perché le rare incursioni offensive l’Iraklis le ha tentate dalla parte di De Silvestri, pur senza mai impegnare seriamente né Skorupski né Pessina (quest’ultimo però non impeccabile nelle uscite), anche perché il quasi trentasettenne Okaka, in prova dai greci, è apparso appesantito e un po’ arrugginito.

Nota di merito per il baby Libra, che nel primo tempo si è fatto applaudire per un paio di avanzate palla al piede. Nota di demerito invece per Pobega, che a metà ripresa ha svirgolato di destro una delle rare azioni da gol costruite dai compagni, non riuscendo a centrare la porta. Ma ieri non era giornata per quasi tutti. E può capitare, quando ti sforzi di cambiar pelle.

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