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Il bradisismo nei Campi Flegrei si unisce all'abbandono istituzionale: fa tutto parte di un disegno preciso


Il bradisismo nei Campi Flegrei si unisce all’abbandono istituzionale: fa tutto parte di un disegno preciso

Tre anni di bradisismo nei Campi Flegrei sono uno stillicidio della natura che si unisce ad un deprecabile abbandono istituzionale. Ve la ricordate la premier Meloni in stivali nel fango dell’Emilia Romagna dopo l’alluvione? Per Pozzuoli e l’area flegrea quasi il nulla e tutto a distanza affidato alle note dell’ufficio stampa.

Ma il governo, responsabile senza alcuna ombra di dubbio, ha delle attenuanti. Le autorità politiche e istituzionali locali hanno chiesto il profilo basso. Non va disturbato il manovratore, che in piena sintonia con la premier deve alacremente, con poteri eccezionali ed emergenziali, non certo per il bradisismo ma per l’America’s Cup, portare a compimento le opere necessarie per consentire il grande evento internazionale, che sono solo il pretesto per consentire “il sacco” di Bagnoli. Se non fosse stato per quanto scoperto dal basso da attivisti e con le inchieste di alcuni giornalisti che non sono il megafono del potere, non avremmo saputo nulla delle operazioni che stridono totalmente rispetto al bradisismo e che mettono le mani sulla città con danni per il territorio, la salute, l’ambiente, l’erario pubblico e il popolo.

Una questione morale gigantesca portata avanti con poteri e interessi trasversali che non tollerano che la natura e i suoi effetti si possano mettere di traverso. L’abbandono della popolazione al suo destino non è solo frutto di manifesta inadeguatezza, incompetenza ed insensibilità, ma di un disegno ben preciso.

Un anno fa circa il ministro della protezione civile Musumeci parlò di un profilo basso sul bradisismo perché questa era la richiesta delle istituzioni locali. Sig. Ministro: chi le chiese di tenere il profilo basso e perché? Perché comune di Napoli, città metropolitana di Napoli e Anci (tutte rappresentate dal sindaco Manfredi che non c’è nemmeno in questi momenti tragici) non hanno in questi anni sostenuto la popolazione locale, non sono intervenuti in maniera adeguata con risorse umane ed economiche, non hanno predisposto atti e misure in grado di affrontare una grave e pericolosa emergenza in atto?

Al netto della totale mancanza di vicinanza con la popolazione, nemmeno dopo l’ultima fortissima scossa il sindaco di Napoli ha avuto l’umanità di stare accanto alla gente: purtroppo temo che ci sia ben altro. Il profilo basso serve per non arrestare l’attività messa un atto per portare a termine le opere collegate all’America’s Cup.

Ulteriore perverso effetto della condotta della politica locale è favorire l’allontanamento degli abitanti da Bagnoli e dai Campi Flegrei in modo da ospitare prima i super ricchi per l’evento internazionale, che sarà per pochi e non per tutti, per poi aprire una superstrada per fare di quell’area una ZTI (zona ad imitation Trump) con un porto per imbarcazioni di lusso, insediamenti per soli ricchi e investimenti non ad opera di operatori economici del territorio che sono costretti a soffrire, chiudere o scappare, ma per le cordate economiche forti dietro alle quali si può intuire di quali interessi parliamo.

Tra mani sulla città, speculazioni, cementificazioni, abbandono delle popolazioni, ci troviamo di fronte a migliaia di persone che sono state lasciate in balia dello Stato. Più unico che raro vedere un sindaco che non difende gli interessi del territorio che amministra, ma lo svende, lo concede in pasto a predatori, abbandona il popolo e chiede al governo profilo basso. Davvero un disegno cinico e baro che giuridicamente dovrebbe essere fermato per non produrre ulteriori gravi conseguenze.

Ma l’asse trasversale del dominio della città è molto forte. Il presidente Conte chiede un cambio di rotta per contrastare Draghi e Meloni: qualcuno gli dica, qualora non se ne sia ancora accorto, che il miglior interprete di quelle politiche è proprio il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli che tanto unisce, almeno in questo, Conte e Schlein. A Napoli il potere nazionale e locale ci vorrebbe tutti zitti e buoni e in fila per tre, ma non conosce e sottovaluta la variabile popolare che metterà a posto le cose perché la Costituzione e il popolo sono più importanti e decisivi dell’asse di potere tra politica, economia e affari che con la legalità e il bene comune non hanno nulla a che vedere.