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Il Cagliari travolto dall’abbraccio dei tifosi  - L'Unione Sarda.it


La festa.

26 luglio 2026 alle 00:56

Il tecnico Pisacane e capitan Deiola: «Indossare questa maglia è una responsabilità» 

L’abbraccio dei tifosi nella grande festa del Cagliari. Per chi conosce la politica sa che d’estate, dagli Anni Novanta fino a poco più di dieci anni fa, Ponte di Legno diventava il quartier generale della Lega Nord. Erano i tempi di Umberto Bossi, della Padania prima di tutto, del Carroccio di governo. Ieri sera, nelle viuzze attorno a piazza Giovanni XXIII, dove un tempo era la politica a catalizzare le discussioni, si parlava invece di calcio. Ed era un tripudio di bandiere e maglie rossoblù (compresa quella nuova, la prima divisa di gara, svelata ieri), di cori da stadio e di forzacagliari convinti per accogliere, sul palco della piazza intitolata al Papa buono la delegazione capeggiata dal tecnico Fabio Pisacane.

La festa

L’arrivo della squadra a bordo di un trenino turistico ha reso ancor più simpatico l’abbrivio. Sul palco, una volta rotto il ghiaccio, il nostro Alberto Masu, che ha presentato la serata assieme a Francesco Aresu, ha coinvolto proprio Pisacane. E l’allenatore è andato subito dritto al cuore dei supporter: «Ho il privilegio di rappresentare questa maglia, sono circondato da ragazzi che hanno una grande cultura del lavoro, sia i giocatori che i membri dello staff», ha argomentato. «Una parola per questa stagione? Direi merito. Dobbiamo meritarci tutto: la maglia, la fiducia e la passione della nostra gente, il loro affetto. Il gruppo è valido e forte, ogni squadra ha bisogno di voglia di combattere e di migliorarsi ogni giorno».

Il capitano

Quindi Alessandro Deiola, il capitano della squadra, ha rievocato il suo forte legame con la maglia: «Indossare la fascia di capitano emoziona tanto, sentire l’affetto della gente ogni giorno qui al campo, a Cagliari come in giro per l’Italia, è meraviglioso. Un orgoglio immenso», ha ricordato. «Da sardo senza dubbio la responsabilità è enorme, negli anni ho imparato a gestire meglio certe pressioni, certe dinamiche magari anche faticose e dolorose, però bisogna sempre lavorare a testa alta perché se siamo qui con un determinato ruolo un motivo ci sarà. Se devo usare una parola per descrivere questo gruppo dico: famiglia». Applausi. Come per l’altro decano del gruppo, Gabriele Zappa: «Abbiamo il dovere di tenere alti questi colori», si è limitato a dire l’esterno di fascia. «È una responsabilità che portiamo con piacere e senso di appartenenza».

Ecco Esposito

Applauditissimo poi Sebastiano Esposito, alla sua seconda stagione in rossoblù: «Per me è facile legarmi alle piazze calde e appassionate come Cagliari», ha confessato. «Un anno fa ho fatto una scelta precisa perché credo che in realtà come questa possa rendere al massimo». La punta va oltre le critiche: «A volte vengo criticato per qualche giocata, però amo dare tutto, sacrificarmi in ogni momento, in partita come ogni giorno in allenamento. Obiettivi e numeri? Non guardo alla statistica, al massimo a fine anno per chiedere il rinnovo (scherza): pensiamo a raggiungere l’obiettivo».

Il portiere

Ha parato tutto anche sul palco Elia Caprile. Il suo sembra essere un inno all’unità del gruppo: «Siamo contenti di lavorare insieme, con tecnici bravi come Pisacane e Bucci, ma direi che tutto lo staff è di livello. Vorrei ripagare la fiducia che la gente, l’allenatore e la società mi hanno dato dal primo giorno. Spero di essere sempre all’altezza».

I nuovi

Se Alessandro Romano ha affermato di volersi «giocare le sue carte con il Cagliari», Sebastiano Di Paolo, pescato a Siracusa, non ha usato mezzi termini: «Spero di far vedere quanto valgo». E se Harry Winks e Demi Akarakiri puntano «a imparare l’italiano al meglio», e sono felici «di vivere questa avventura», Jacopo Fazzini ha chiuso il cerchio: «Arrivo da una stagione non semplice, mi è servita però per fare esperienza. Sono qui per dare il massimo».

Trepy e Mendy

Chiusura per Yael Trepy e Paul Mendy. Il primo ha spiegato di come «vada fiero del gol all’esordio a Cremona», il secondo ha chiuso così: «Le due reti all’Atalanta sono state qualcosa di splendido. Voglio meritarmi di giocare per il Cagliari». Acclamato pure Roberto Muzzi, prima del rientro in hotel della comitiva, attesa oggi da una doppia seduta di allenamento. L’arrivo del presidente Tommaso Giulini e del diesse Pietro Accardi era atteso per la tarda serata.

A Pula?

La presentazione del Cagliari in Sardegna dovrebbe tenersi in piazza del Popolo a Pula il 5 agosto. Sono in corso gli adempimenti necessari.

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