okayduckyachtclub.xyz

Il caldo brucia l’erba e gli alpaca rischiano di restare senza cibo,


TRAMBILENO. Prati ingialliti, erba che non ricresce e pascoli che, nonostante le dimensioni, non riescono più a garantire agli animali ciò di cui hanno bisogno.

Gli effetti della siccità e delle temperature elevate si fanno sentire anche a Trambileno, dove Cristina Senter, gestrice del b&b Haus Senter nella frazione di Boccaldo, nelle ultime settimane si è trovata ad affrontare un problema inatteso: trovare abbastanza erba per i suoi quattro dolci alpaca. 

Van Gogh, Vivaldi, Renoir e il piccolo Beethoven de Oro vivono abitualmente in un ampio terreno concesso gratuitamente con regolare contratto: un prato, questo, che in effetti fino a poco tempo fa era più che sufficiente per le loro necessità. Il caldo persistente ne ha però cambiato rapidamente l'aspetto e le condizioni.

"Ho lavorato, tagliato fieno e cercato di far ripartire il terreno, ma ho capito che avevamo bisogno di una soluzione diversa. L'erba che rimane non è più sufficiente per permettere ai nostri quattro animali di alimentarsi come dovrebbero - spiega la proprietaria degli animali a Il Dolomiti - . Non avevo previsto che il caldo avrebbe bruciato l’erba".

Una difficoltà che racconta, nel suo piccolo, le conseguenze di un’estate caratterizzata dalle alte temperature e dalla scarsità d’acqua: non soltanto prati meno verdi, ma anche una minore capacità dei terreni di rigenerarsi e meno pascolo disponibile per gli animali (Qui l’articolo col grido d’allarme di Coldiretti Trentino Alto Adige). 

Senter ha inizialmente provato a gestire la situazione suddividendo il terreno in diverse sezioni, restringendo di volta in volta lo spazio utilizzato dagli alpaca per permettere alle altre aree di riposare e all’erba di ricrescere, ma davanti al protrarsi del caldo anche queste precauzioni non sono più bastate. L’erba nuova continua a crescere con parecchia difficoltà e così la proprietaria dei quattro animaletti ha deciso di fare una cosa tanto semplice quanto significativa: chiedere aiuto alla comunità. 

“Non sapendo di chi fossero i campi con delle aree verdi e in ombra in zona, ho pensato di condividere sui social la mia situazione. Ho chiesto aiuto, ci ho provato e adesso è iniziato il tour dei prati della solidarietà” racconta sempre la gestrice del b&b.

Questo l'appello diffuso da Senter che si legge sui social: “Cerchiamo qualcuno che abbia un prato, anche non grandissimo, disposto a prestarcelo per 3-4 giorni alla volta. I nostri alpaca pascolerebbero per qualche giorno soprattutto al mattino presto e poi verrebbero spostati al riparo dal sole cocente, così da permettere al prato di riposarsi e ricrescere”.

Non per forza grandi estensioni di terreno quindi, ma anche piccoli spazi da utilizzare a rotazione per pochi giorni e poche ore e "ci occuperemmo noi di mantenerlo in ordine e pulito, con la massima attenzione e rispetto" continua poi la custode degli animali. 

La risposta della comunità non si è fortunatamente fatta attendere: "È arrivata la parte che non mi aspettavo" racconta la padrona dei quattro alpaca.

Nel giro di poco tempo hanno cominciato ad arrivare messaggi, proposte e disponibilità da parte di persone pronte a condividere un pezzo del proprio terreno. Prati dove l’erba è ancora verde, zone più ombreggiate e piccoli appezzamenti che, uno dopo l’altro, possono diventare una risorsa fondamentale per consentire a questi animali di continuare a pascolare mentre il loro terreno abituale, la loro casa, prova con tutte le sue forze a rigenerarsi.

Da una situazione di difficoltà legata alla siccità è nata così una piccola rete di solidarietà diffusa sul territorio. Un aiuto fatto non di grandi gesti, ma di disponibilità concrete: qualche giorno di pascolo, un cancello aperto e un pezzo di terra condiviso.

Cristina Senter ha voluto raccontare a Il Dolomiti quanto accaduto, documentando i terreni messi a disposizione e ringraziando tutte le persone che hanno calorosamente accolto la sua richiesta: “Ho scoperto che, quando una porta si chiude, a volte basta avere il coraggio di chiedere aiuto perché se ne aprano molte altre - sottolinea sempre la proprietaria -. Quando si parla delle conseguenze delle estati sempre più calde pensiamo giustamente alle persone fragili, ma esiste anche una realtà meno visibile: quella degli animali che vivono all’aperto e dipendono direttamente dalla terra e dalla disponibilità di pascolo”.

La vicenda dei quattro alpaca sposta infatti l’attenzione su un aspetto spesso forse meno evidente della siccità. Quando l’acqua scarseggia e l’erba cresce più lentamente, diminuisce non soltanto il pascolo immediatamente disponibile, ma possono aumentare anche le difficoltà legate alla produzione e alla disponibilità di fieno e foraggio. Una situazione particolarmente delicata per chi dispone di terreni limitati o si ritrova, come in questo caso, con prati improvvisamente molto più poveri del previsto e non in grado di sostentare i bisogni 'dei propri ospiti'.

Per Van Gogh, Vivaldi, Renoir e Beethoven de Oro la soluzione è arrivata tempestivamente e proprio dalla comunità: “ Ognuno di voi ci ha regalato qualcosa di prezioso: non semplicemente un pezzo di prato, ma fiducia, disponibilità e solidarietà. Quando qualcuno ti tende una mano, secondo noi è bello fermarsi e ringraziare. Avete trasformato una difficoltà in una bellissima storia di solidarietà” conclude commossa Cristina Senter. 

Una storia nata da un problema concreto, quello di una terra sempre più secca, è diventata dunque inaspettatamente qualcosa di più, un esempio: davanti alle difficoltà, anche mettere a disposizione per pochi giorni un pezzo di terreno può trasformarsi in un gesto importante.