
L’ingresso dell’ospedale di Macerata (. foto Calavita

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"La riduzione dell’attività chirurgica all’ospedale di Macerata che, sia detto per inciso, si avvale di professionisti di altissimo livello, è un fatto di gravità inaudita. Per mettere a posto i conti, che evidentemente non sono stati fatti bene, si risparmia sulla pelle dei cittadini. E questo è inaccettabile". Romano Carancini, ex consigliere regionale, oggi responsabile provinciale della sanità del Pd di Macerata, è durissimo. "La direttrice Corsi evidenzia che non vogliono fare tagli, ma non nega che la riduzione delle sedute ci possa essere, anche se contenuta. Il problema non è l’entità, ma la scelta di fondo, non solo perché comunque cala il numero degli interventi, rinviandoli ad altri tempi, ma anche perché produce molteplici effetti negativi". Carancini articola la sua critica lungo alcune direttrici.
"Innanzitutto è evidente – sottolinea - che in questo modo si riduce la capacità della sanità territoriale di dare adeguate risposte alle esigenze dei cittadini. Un altro aspetto è chiaro: arrivare a settembre e fare un piano di rientro finanziario per gli ultimi tre mesi del 2026, cioè il 25% dell’attività complessiva dell’anno, perché non tornano i conti della sanità regionale e quelli dell’Ast territoriale, vuole dire che è mancata una gestione oculata delle risorse. Oppure c’è stata una programmazione sbagliata, che dipende anche dalle scelte della Regione o contenute nell’Atto aziendale. Di questa situazione qualcuno dovrà pur rispondere". Carancini non pensa solo – o tanto – ai vertici della sanità locale, ma all’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro. "Gli ultimi dati Agenas, riferiti al 2024, indicano un sistema sanitario regionale che retrocede. Per ospedali e sanità territoriali i numeri sono ancora discreti, ma in diminuzione rispetto agli anni precedenti, mentre sono crollati sul fronte della prevenzione, ambito in cui peraltro sono in calo da tempo. È vero che Calcinaro ancora non era assessore, ma qualcosa dovrebbe fare. A mio avviso, se si scava un po’, si intravede sullo sfondo la volontà di spingere sempre di più verso il privato".
Sulle liste d’attesa Carancini chiede che vengano resi noti quanti sono i cittadini presenti nelle liste di presa in carico, o di garanzia che dir si voglia, in attesa di una chiamata che quasi mai arriva nei tempi previsti. "Inutile celebrare successi se non vengono resi noti anche questi numeri, perché il quadro ne esce falsato".
Infine, una stoccata sull’ospedale. "Di recente si è discusso sull’area da espropriare per realizzarlo, con diverse ipotesi, sottolineando che la competenza è della Regione, ma l’assessore Calcinaro non ha speso una parola. Del resto ha taciuto su molte altre questioni. La verità è che da quando è in carica del Maceratese si è occupato davvero poco. Oserei dire per niente". Intanto la direzione dell’Ast di Macerata fa sapere che non c’è alcun atto in cui è scritto che le sedute saranno portate da 25 a 20 a settimana, sono numeri che non rispondono a verità. "Nessuna decisione è stata presa e si sta lavorando per non ridurre le sedute operatorie". E sia. Nella programmazione del mese di ottobre, però, al momento ne sono previste 20 e non 25 come nei mesi precedenti. Nessuno scommette sul fatto che potranno aumentare.
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