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Il clochard massacrato in piazza: «Ucciso per un debito di 50 euro»


Un debito di 50 euro non saldato. Sarebbe questo il movente - secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere - che ha scatenato la lite e la successiva aggressione verificatasi intorno alle 15 del 19 agosto scorso in piazza Sant’Anna, nel cuore di Caserta, a seguito della quale, dopo alcuni giorni di agonia all’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano”, ha perso la vita Guido Roviello, senzatetto di 62 anni con un passato da cameriere. Ora si stanno cercando i familiari: forse una figlia e alcuni parenti tra la Germania e la provincia di Caserta.

Il gip ha convalidato il fermo, applicando la misura della custodia cautelare in carcere, del 40enne senza fissa dimora di nazionalità romena (e non ucraina come si era appreso in un primo momento) accusato di omicidio aggravato da futili motivi per il pestaggio, che ieri mattina durante l’interrogatorio avrebbe sostanzialmente ammesso le sue responsabilità.

In seguito all’aggressione, dopo che alcuni passanti e commercianti avevano lanciato l’allarme, erano intervenuti i militari del vicino Comando della guardia di finanza, che indagano sull’episodio. Decisive, nella ricostruzione delle fiamme gialle, le dichiarazioni rese da alcuni testimoni che hanno assistito alla violenza, cosi come le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, che ormai da tempo è diventata poco sicura, denunciano cittadini e commercianti che chiedono maggiori controlli.

Sos sicurezza

La piazza, in cui tra l’altro si erge il santuario in onore della compatrona del capoluogo, vive una situazione di disagio sociale. Negli anni, è diventata il ricovero di fortuna di alcuni gruppi di clochard, che spesso stazionano lì in attesa di un pasto alla mensa della vicina Caritas. Per molti senzatetto, però, la piazza è diventata la propria casa, le panchine il letto, la solitudine la caratteristica principale della loro vita. Persone segnate dalla sofferenza, con un passato difficile alle spalle ma con un presente che spesso chiede aiuto, ascolto, comprensione. Tanti sono tranquilli, ma altri sono in preda ai fumi dell’alcol. A completare lo scenario, lo spaccio di stupefacenti, anche in pieno giorno.

Una piazza che, insomma, chiede a gran voce attenzione e che potrebbe presto cambiare volto tra qualche mese, quando sarà inaugurata la nuova sede del Comando della guardia di finanza, che si sposterà di poche centinaia di metri rispetto all’attuale, ma con un affaccio diretto sull’area. Nel frattempo, però, la città è ancora sotto choc per quelle immagini di brutale violenza che hanno fatto il giro del web tramite un video diffuso sui social. E ora chiede più sicurezza. A riprendere la scena in particolare le telecamere di un esercizio commerciale, immagini risultate decisive per gli inquirenti. Resta lo sgomento per quei colpi violenti al torace e alla testa del 62enne, che non ha avuto possibilità di difendersi e che è stato trovato già in condizioni critiche quando sono accorsi gli operatori sanitari del 118. Scene di violenza che interpellano le coscienze di tutti, aveva detto il vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, Pietro Lagnese, in un’intervista rilasciata domenica al Mattino.

L’appello

Scene che hanno profondamente scosso la città e lo stesso vescovo, che ieri è tornato sull’episodio, condannando la violenza e l’indifferenza in cui ha tragicamente perso la vita Guido. «Di fronte a una morte così violenta e insensata, ciò che ancora di più colpisce le coscienze è l’indifferenza di chi ha visto consumare un omicidio così efferato, senza intervenire», ha detto monsignor Lagnese, ricordando quell’uomo che aveva più volte incrociato sul proprio cammino: «Guido, con le sue fragilità e il suo grido di aiuto, chiedeva solo di essere visto e ascoltato». Un grido di aiuto comune a tanti senzatetto, che “abitano” diversi giacigli di fortuna nel cuore della città. «Non basta un’azione emergenziale né una semplice rimozione dei giacigli – ha detto ancora il vescovo - Serve un tavolo di confronto stabile e una rete strutturata. Mi farò promotore di un dialogo costante, affinché responsabilità pubblica e solidarietà sociale camminino insieme per intervenire prima che le fragilità arrivino al punto di non ritorno». Oggi i funerali.

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