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Il commissario scrittore. Andreani conquista l’Italia dei premi letterari


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L’ex comandante di polizia celebra il traguardo dei 450 riconoscimenti e firma una targa a Bergiola Maggiore (Massa Carrara) con il finale del suo ultimo racconto: "I miei protagonisti sono spesso ai margini".

La targa in ceramica affissa permanentemente tra le vie del borgo toscano

La targa in ceramica affissa permanentemente tra le vie del borgo toscano

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di Daniela Battistini

Una vita spesa con dedizione al servizio dello Stato e delle istituzioni, trasformata poi in una prolifica carriera letteraria. Il commissario-scrittore è Gabriele Andreani, pesarese doc con lauree in Giurisprudenza e Sociologia, ha ricoperto per anni importanti incarichi direttivi e dirigenziali nella Polizia di Stato, prestando servizio in varie Questure d’Italia tra cui Milano, Ravenna, Massa Carrara e la sua Pesaro. Autore di apprezzati saggi e articoli specialistici su argomenti complessi quali il bullismo, la devianza giovanile, la prevenzione del crimine e la violenza negli stadi, Andreani ha saputo incanalare quell’osservazione profonda della realtà e delle fragilità umane verso una narrativa raffinata ed empatica, che lo ha portato a vincere numerosi premi. "Scrivo racconti perché ne sento il bisogno", racconta con onestà ripercorrendo la sua evoluzione personale. "Nei miei scritti, i protagonisti sono spesso gli ultimi, i malati, donne vittime di violenza, bambini con un passato problematico, oppure animali".

A luglio è arrivato l’ennesimo riconoscimento di una carriera narrativa decennale: il primo premio al concorso letterario di Bergiola Maggiore (Massa Carrara) - madrina la nota criminologa e scrittrice Anna Vagli - con il racconto dal titolo ’Che ne sa la gente di botanica?’. L’opera narra la toccante storia dell’amicizia nata tra un clown di strada e un giramondo che vive di elemosine; due anime ai margini che uniscono le proprie forze e la propria generosità per realizzare uno spettacolo divertente e pieno di luce destinato ai piccoli pazienti di un ospedale oncologico. Per celebrare il valore della narrazione, la frase con cui si chiude il racconto è stata impressa su una targa in ceramica ed affissa permanentemente tra le vie del borgo: "Prima che giunga l’ultimo giorno della mia vita, vorrei realizzare un unico, intimo desiderio: acchiappare con il batticuore di un bambino i sorrisi della mia infanzia".

Questo successo è solo l’ultimo di un palmarès che ha ormai dell’incredibile: in circa dieci anni di attività e dopo centinaia di partecipazioni a concorsi su tutto il territorio nazionale, l’autore pesarese ha raggiunto il traguardo dei 450 riconoscimenti, conquistando quasi sempre i gradini più alti del podio e vedendo le proprie opere inserite in numerosissime antologie. Un percorso d’eccellenza e di alto profilo culturale che proprio nel 2026 è stato ulteriormente incoronato dal prestigioso conferimento del titolo di Accademico ad Honorem e membro titolare da parte dell’Accademia Internazionale Léopold Sédar Senghor di Milano, assegnato per i grandi meriti derivanti dal suo curriculum personale e artistico. Sempre quest’anno Andreani ha ottenuto una serie di primi posti in diversi concorsi letterari lungo tutto il territorio nazionale: 1° premio al Concorso “Carità è donarsi” di Massa con il racconto “Che ne sa la gente di botanica?” e ha trionfato con l’opera “L’irrequietezza della Terra”, risultando 1° classificato sia al Concorso “Don Renzo Girodo” di Caprie (Torino) sia al Premio “Alfonso Di Benedetto” di Chiusa Pesio (Cuneo). Infine, ha conquistato un ulteriore 1° posto al Concorso Artistico-Letterario “Essere felici” di Ostia Lido (Roma) grazie al racconto “Ascoltate la biblioteca”.

Nonostante le tante attestazioni di merito da parte di pubblico e critica in tutta la penisola, e le relative peregrinazioni per ricevere l’uno o l’altro premio, Andreani mantiene saldissimo il legame con la sua Pesaro: "Io sono nato a Pesaro e qui vivo. Porto in giro per l’Italia il nome della mia città e di questo vado fiero". Un esempio di passione, talento e generosità d’animo: complimenti commissario-scrittore.

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