Reggio Emilia, 24 settembre 2024 – “Sono stato senza mangiare anche per quasi una settimana. Da venti giorni vivo in una tenda”. Barbaro Orsi ha 48 anni, un cagnolino di nome Mia e una figlia di 21 che vive e studia a Cuba. Per lei, racconta, “ho continuato a mandare soldi anche quando la sua situazione economica è diventata sempre più difficile”. Oggi Barbaro vive in una tenda, insieme al suo cane, dietro all’Ispettorato dell’Inps, vicino al Parco della Resistenza.

Una storia drammatica: "Sette giorni senza cibo mentre vivo in un parco". Il racconto di Barbaro Orsi, 48enne che da venti giorni non ha più una casa
Da una ventina di giorni quello spazio è diventato la sua casa. Al parco, tra una panchina e alcuni borsoni, ci sono i pochi averi che gli sono rimasti: un paio di scarpe, due magliette e dei pantaloncini. “Mi hanno rubato tutti i vestiti e hanno provato a rubarmi anche la tenda. Ho avuto una colluttazione con i ladri”, racconta. La sua storia è quella di un uomo che dice di voler tornare a lavorare, ma che oggi si trova senza un tetto e senza un reddito, con un Isee da appena 5000 euro . Per un anno, racconta, ha partecipato al progetto Gol del Centro per l’impiego, facendo colloqui e cercando una nuova occupazione, per poi essere assunto al centro sociale Papa Giovanni XXIII, dove è stato impiegato per un anno come manutentore. “Ho voglia di imparare, sono pronto a rimettermi in gioco e ho bisogno lavorare. Prego per un tetto”.
A Reggio è arrivato nel 2018, sempre per lavoro. “Ho fatto di tutto nella mia vita: il manovale, le pulizie da privati e nelle aziende, il tuttofare e ho anche lavorato in un ’sushi’ – spiega Barbaro –. So guidare mezzi pesanti e ho il patentino per lavorare sulle piattaforme aeree”. Tante esperienze diverse, ma l’età avanza e “trovare qualcuno che creda in me è sempre più difficile. Nessuno assume un cinquantenne. Infatti, dopo l’ultimo impiego è arrivata la Naspi e da lì situazione è precipitata”.
“Prima abitavo in via Filippo Re e pagavo 650 euro di affitto. Poi sono arrivate le morosità e ho dovuto lasciare l’alloggio. Nel frattempo – continua –, non ho mai smesso di mandare denaro a mia figlia che studia a Cuba e di occuparmi della mia cagnolina Mia, che ha 13 anni e necessita di cure costanti”.
Per cercare aiuto si è rivolto al Polo sociale Nord, in via Guido da Castello, e alla Caritas del Vescovado. “Sono rimasto anche una settimana senza mangiare, accontentandomi del caffè e della brioches che un bar qua in zona Tribunale mi offre al mattino”. Al Parco della Resistenza, ieri, lo ha incontrato anche il consigliere comunale di Coalizione Civica Dario De Lucia, che gli ha portato cibo e croccantini per Mia. Barbaro ha accettato, ma senza nascondere la rabbia e la frustrazione di un uomo che ha perso tutto.
“La mia testa sta impazzendo da quando non ho più un lavoro: il mio sogno è poter stare in campagna fare l’agricoltore: sarebbe la soluzione perfetta per me e Mia. Io sono disposto a stare sotto il sole anche 15 ore e mi basta un piccolo angolo dove dormire. Al caldo ci deve stare la mia cagnolina”. Il consigliere De Lucia, che ha preso a cuore la situazione pesante di Barbaro, commenta: “Non possiamno rimanere a guardare mentre lui e la sua cagnolina vivono in un parco: serve una soluzione rapida e dignitosa. Lancio un appello alla città: chiunque abbia un’opportunità lavorativa da offrirgli si facccia avanti”.