All’alba ha soffocato con un cuscino la mamma. Poi, nel corso della mattinata, ha maturato la decisione di uccidersi e si è gettato dal balcone davanti agli occhi inorriditi di vicini e passanti. Quando poco dopo le 13 di ieri è scattato l’allarme in una delle palazzine popolari di Ostia, periferia sud della Capitale, per Adriana Furlani, di 82 anni, e il figlio Giorgio Prelec di 54, era già troppo tardi.
L’anziana infatti, come è stato già confermato da un primo esame esterno, era morta da almeno quattro ore quando il figlio si è lanciato nel vuoto. Un epilogo drammatico dai contorni però ancora sfumati. Intanto mentre gli investigatori della squadra Mobile e del commissariato di Ostia stanno indagando per ricostruire la dinamica del dramma familiare, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio e per istigazione al suicidio.
Da quanto raccolto fin qui, l’anziana era malata da diversi mesi e il figlio non era più in grado di gestire la situazione. Sarebbe dunque questo il movente dietro l’omicidio-suicidio che ha scosso la Capitale a una manciata di giorni dalla strage di Pietralata.
In attesa dei risultati autoptici disposti sia per l’anziana che per il figlio, i poliziotti hanno intanto ricostruito, almeno in parte, la dinamica di quanto avvenuto nell’appartamento al quarto piano della palazzina di via Mare di Tasman. Gli agenti della polizia Scientifica hanno proceduto per tutto il pomeriggio con i rilievi all’interno dell’appartamento dove non sono state trovate tracce di sangue o colluttazione.
Sono stati subito ascoltati anche i vicini di casa ma nessuno ha riferito di aver sentito grida o rumori sospetti provenire dall’appartamento. L’ipotesi dunque, è che Prelec abbia soffocato la madre mentre dormiva.
Gli agenti hanno inoltre proceduto al sequestro di cellulari e pc su cui verranno eseguite analisi e perizie. Ancora: ieri mattina sono state due le richieste di intervento. La prima sollecitata da una collega di Prelec, impiegato dallo scorso marzo di Risorse per Roma per il personale da assegnare nel IV municipio. L’amica non vedendo arrivare in ufficio il 54enne, e non ricevendo riposta alle telefonate, si sarebbe allarmata tanto da richiedere un intervento.
Quasi contemporaneamente, i residenti delle palazzine difronte hanno notato camminare nervosamente sul balcone Prelec per poi salire a cavalcioni. «Fermati, si risolve tutto. Non farlo!» avrebbe gridato la vicina di casa nell’estremo tentativo di convincere l’uomo a non saltare giù. Ma quando ha sentito avvicinarsi le sirene dei pompieri e della auto della polizia il 54enne, dopo essere rimasto attaccato alla ringhiera per alcuni secondi, si è lasciato cadere nel vuoto.
Solo quando i soccorritori sono entrati in casa hanno scoperto il corpo ormai senza vita dell’anziana.
Per chiudere le indagini restano ancora molti i punti da chiarire. A partire dal quadro clinico dell’anziana e del figlio per accertare le condizioni in cui vivevano. Da quanto accertato, il 54enne da oltre 20 anni viveva con la madre vedova. I due inoltre da tempo avevano interrotto i rapporti con l’altro figlio e fratello, unico componente della famiglia originaria di Bolzano.
Secondo alcuni conoscenti, l’anziana era sempre stata autonoma e in salute fino a qualche mese fa quando le condizioni sarebbero precipitate. Da diversi mesi infatti nessuno avrebbe più visto nel quartiere l’82enne ricordata come «una signora molto educata e sempre sorridente». Mentre hanno descritto Prelec come «un uomo molto riservato e sfuggente».
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