
Il sindaco Andrea Biancani stringe la mano al presidente del Rossini Opera Festival, Michele Dall’Ongaro. Al centro, il prefetto Emanuela Saveria Greco (fotoservizio Toni)

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Riapre finalmente il Teatro Rossini e Pesaro ritrova uno dei suoi luoghi simbolo. Ieri sera, con l’inaugurazione che ha preceduto il concerto finale dell’Accademia Rossiniana, il sipario è tornato ad alzarsi dopo mesi di lavori.
L’emozione della riapertura era percepibile già all’ingresso, dove le quattro date che scandiscono i momenti chiave della storia del teatro hanno accompagnato il pubblico verso la "rinascita" del Rossini. E quando il drappo rosso è sceso svelando l’ultima, il 2026, la sala ha respirato all’unisono un sentimento di orgoglio collettivo.
Ma facciamo un salto indietro. La riqualificazione del Teatro Rossini è iniziata 11 mesi fa, subito dopo il Rof 2025, quando le verifiche tecniche hanno evidenziato la necessità di consolidare gli stucchi del boccascena, dopo la caduta di un frammento di intonaco sull’orchestra. Da quel momento l’Amministrazione ha scelto di non limitarsi all’intervento urgente: le indagini sono state ampliate all’intero solaio e ai palchi, mentre in parallelo si avviava la progettazione per risolvere definitivamente il problema delle infiltrazioni dal tetto. Il lavoro congiunto di assessorati e uffici tecnici ha permesso di reperire le risorse per il restauro, a fine novembre 2025 è stato attivato l’Art_Bonus, con un appello ai mecenati per sostenere l’intervento da 385mila euro. La risposta non si è fatta attendere: prima la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro con 150mila euro, poi RivieraBanca con 235mila euro. Così il 2 marzo scorso sono partiti i lavori del tetto. A inizio luglio è stata decisa un’ulteriore operazione da circa 70mila euro per migliorare gli spazi maggiormente frequentati dal pubblico. Senza le poltroncine, i segni dell’usura erano evidenti: si è intervenuti sulla parte bassa dei palchi del primo ordine, particolarmente esposta, e si è colta l’occasione per consolidare il grande lampadario centrale. Sono stati riqualificati anche i servizi igienici, i camerini e il locale fonici, completando un intervento che ha restituito omogeneità e decoro all’intero edificio. Le ultime settimane hanno visto la ritinteggiatura delle parti ammalorate del foyer e la sostituzione delle lampade della sala con illuminazione a led grazie all’impegno di Amat. "Un percorso serrato – dicono in Comune – condotto in tempi record, che ha permesso di completare 535mila euro di lavori e restituire il Rossini alla città tre settimane prima dell’avvio del Rof 2026".
Davanti alla sala colma e alle voci dei giovani talenti dell’Accademia Rossiniana “A. Zedda“, il sindaco Andrea Biancani ha sintetizzato: "Riaprire il Rossini significa restituire ai pesaresi e al mondo della musica il cuore vivo della nostra cultura". Sono intervenuti gli assessori Vimini, Della Dora e Pozzi, Fausto Caldari di RivieraBanca e Marco Cangiotti per Fondazione Carispesaro.
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