
Il dibattito sulla sanità alla Festa dell’Unità

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"L’integrazione tra Policlinico e Baggiovara c’è già dal 2019 come da normativa regionale, meno di tre anni dopo l’avvio della sperimentazione avviata dalla Giunta regionale il 28 giugno 2016: è la scelta necessaria per dare a Modena una sanità pubblica più forte, più moderna e più capace di rispondere ai bisogni delle persone". Vogliamo pensare a nuove qualificazioni? "Parliamone coinvolgendo innanzitutto i cittadini, non solo i tavoli di lavoro". Ma a due condizioni: "Che siano tutelati i bravissimi professionisti che ogni giorno sono impegnati per darci salute, e che non ci siano tagli. Se invece qualcuno parla di ’specializzazione’ o di ’evitare i doppioni’ (per me una sonora sciocchezza) e vuole chiudere reparti o pronto soccorso, io sarò a capo dei comitati per impedirlo".
Si è scaldato venerdì sera l’ex sindaco e presidente della commissione regionale della Sanità Gian Carlo Muzzarelli quando il dibattito sulla sanità pubblica (a cui hanno partecipato anche l’assessore regionale Massimo Fabi, l’assessora comunale Francesca Maletti, la consigliera regionale Maria Costi, il dottor Alberto Pizzo, medico di medicina generale) si è soffermato sul futuro dei presidi ospedalieri locali. Prende piede sempre di più l’idea che Policlinico e Baggiovara così come operano oggi siano dei ’doppioni’ e che le loro funzioni andrebbero ripensate. "La scelta dell’azienda ospedaliero-universitaria unica va attuata fino in fondo – ha detto Muzzarelli – applicando gli indirizzi regionali già definiti e proseguendo con una programmazione seria. Il Policlinico deve consolidare il proprio ruolo di riferimento universitario, di formazione, ricerca e assistenza ad alta complessità, senza che questo significhi smantellare servizi essenziali o mettere in discussione le competenze costruite nel tempo. Baggiovara, allo stesso modo, deve essere sempre più una cittadella sanitaria pienamente valorizzata, con funzioni ospedaliere qualificate, tecnologie avanzate, percorsi assistenziali integrati e servizi in grado di rispondere concretamente ai cittadini".
E per Muzzarelli non si tratta di una prospettiva teorica: "Sono già in corso interventi di potenziamento, dalle nuove sale operatorie all’introduzione di tecnologie innovative, sostenute anche da una donazione di 2,8 milioni di euro per un robot chirurgico. Procede inoltre il completamento dell’Hospice nell’area di Baggiovara, un investimento importante per rafforzare la rete delle cure palliative e garantire alle persone e alle loro famiglie un’assistenza appropriata e dignitosa".
L’integrazione richiede però, ammette l’ex sindaco e presidente della commissione sanità, "un equilibrio chiaro: specializzare dove serve, condividere professionalità e tecnologie, evitare sovrapposizioni improduttive, ma soprattutto preservare e qualificare i servizi. Ogni riorganizzazione deve partire dai bisogni di salute, dalla qualità delle cure e dalla sostenibilità dell’intero sistema, non da semplificazioni che rischiano di generare confusione o divisioni".
Policlinico e Baggiovara "devono quindi agire come due pilastri della stessa strategia, in connessione con tutta la rete ospedaliera e territoriale della provincia: Pavullo, Sassuolo, Vignola e gli altri presidi. Solo così si evita di disperdere risorse e si costruisce una risposta appropriata, in cui l’alta specializzazione ospedaliera, la medicina territoriale, la domiciliarità e l’integrazione socio-sanitaria lavorano nella stessa direzione". Difendere la sanità pubblica "significa anche questo: non alimentare competizioni tra strutture, ma mettere in rete competenze, servizi e risorse per assicurare a tutti cure di qualità, vicine e universalmente accessibili".
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