
La settima Carovana dei ghiacciai di Legambiente è partita dall’Adamello Tra agosto e settembre monitorerà gli effetti della crisi climatica sulle Alpi

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Saviore dell’Adamello (Brescia), 2 agosto 2026 – Un metro di spessore in media, circa 12 milioni di metri cubi d’acqua. Tanto ha perso il ghiacciaio dell’Adamello nel 2025, il gigante bianco che, come tutti i ghiacciai alpini, è in sofferenza a causa dei cambiamenti climatici.
Non a caso proprio da qui, esattamente sul Tonale, è partita la nuova edizione della Carovana dei ghiacciai, la campagna internazionale di Legambiente realizzata con la partnership scientifica della fondazione Glaciologica italiana e la collaborazione del Club alpino italiano e di Cipra Italia. I dati sono ormai costantemente col segno meno, con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.
Da ieri l’area sciistica di Zermatt-Cervinia chiude a causa delle temperature estreme. Secondo il Servizio glaciologico, in Lombardia restano 203 ghiacciai; dal 1991 è scomparso più del 40% della superficie glacializzata e 124 ghiacciai si sono estinti.
Alla Presanella (analisi della Commissione Glaciologica Sat) il confronto tra le immagini 2023 e 2026 del settore superiore del piano mostra come, in 3 anni, siano quasi scomparse le estese porzioni di ghiaccio affiorante sotto i detriti, ormai non più alimentate dal ghiacciaio a monte; dove nel 2023 c’era un collasso circolare, con un piccolo lago frontale, oggi c’è un unico lago e la fronte glaciale si è ritirata, addossandosi alla parete della montagna. Nel 2026 la copertura nevosa appare leggermente migliore rispetto al 2023, ma questo non modifica la rapida perdita di spessore e di superficie del ghiacciaio.
“L’anteprima al Tonale è stata l’occasione per ribadire la gravità della situazione in cui versano i ghiacciai dell’arco alpino – spiega Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia –. Anche uno dei ghiacciai più grandi d’Italia sta fondendo con una rapidità impressionante. La neve, che ormai cade soprattutto nel periodo più vicino alla primavera, non basta a fornire un apporto al ghiaccio, così come l’aumento delle temperature non permette di consolidare lo strato di ghiaccio sottostante. Le politiche sono troppo lente, anche per i meccanismi democratici. La Lombardia è l’unica regione con una legge sul clima, ma bisogna tradurla in atti concreti e spediti”.
L’aumento delle temperature ha subito, infatti, un’accelerazione impressa dalle attività antropiche, dall’industria all’agricoltura alla mobilità. “Serve mettere in atto subito provvedimenti per invertire la rotta. Vero che hanno dei costi sociali, e per questo non bisogna lasciare il cittadino da solo, ma metterlo in condizione di cambiare il proprio comportamento”.
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