A Roma quasi 900 mila consegne al giorno e 25 mila veicoli in movimento. In Italia nel 2025 consegnati 1,2 miliardi di pacchi. Tra ZTL, shopping e boom dell’e-commerce, l’ultimo miglio diventa una nuova sfida per le città
C’è un momento, dopo lo shopping, che fino a qualche anno fa sembrava quasi invisibile: quello in cui la borsa lascia la boutique e arriva a casa. Oggi, invece, è diventato uno dei passaggi più delicati dell’esperienza d’acquisto. Soprattutto quando si parla di moda e lusso.
Il motivo è semplice: mentre cresce l’e-commerce, le grandi città cercano di ridurre il traffico e regolamentare sempre di più l’accesso ai centri storici. Il risultato è una sorta di paradosso urbano: si compra sempre più online, ma diventa sempre più complesso consegnare nei luoghi dove si concentra lo shopping.
I numeri raccontano la dimensione del fenomeno. Nel 2025 in Italia sono stati consegnati quasi 1,2 miliardi di pacchi, con una crescita del 5,9% rispetto all’anno precedente, secondo i dati AGCOM di questo maggio. Il valore dei servizi di consegna pacchi ha superato i 7,1 miliardi di euro. E se il dato nazionale è imponente, quello delle grandi città rende ancora più evidente la trasformazione.
A Roma si stimano circa 900 mila consegne al giorno, effettuate da circa 25 mila veicoli. Numeri che significano centinaia di migliaia di movimenti quotidiani sulle strade della Capitale, con una pressione particolarmente forte nelle zone centrali e nelle aree dello shopping.
Il Campidoglio ha calcolato oltre 300 spostamenti di veicoli merci ogni mille abitanti al giorno e ha individuato proprio nelle consegne legate all’e-commerce una delle componenti principali dei flussi di merci in ambito urbano. Per questo Roma si è dotata di un Piano Urbano della Logistica Sostenibile che prevede, tra le altre cose, micro-hub, ciclo-logistica, nuovi spazi per il carico e scarico e una revisione delle regole di accesso alle ZTL.
Una questione che non riguarda soltanto Roma. Milano, Firenze e Venezia - tra le città italiane più importanti per lo shopping internazionale - stanno affrontando, con modalità diverse, la stessa sfida: come far convivere la crescita delle consegne con la necessità di rendere i centri urbani più vivibili.
E nel mondo del lusso la questione diventa ancora più interessante. Perché una consegna non vale semplicemente una consegna. Se il prodotto è un abito, una borsa o un accessorio di alta gamma, il modo in cui arriva a destinazione può essere considerato parte dell’esperienza del brand.
È in questo spazio che si muove TENDER, realtà italiana specializzata nella premium delivery per fashion, luxury e premium brand, che oggi lavora con oltre 50 marchi. Il modello prevede servizi che vanno oltre la consegna tradizionale: dalla possibilità di ricevere più taglie dello stesso capo al Try Before You Buy, fino alla gestione dei resi, all’after sales e alle consegne in hotel.
«Le città stanno cambiando e con loro deve cambiare anche il modo di consegnare - spiega Filippo Maria Capitanio, co-founder di TENDER - Nel lusso non basta arrivare dal cliente: bisogna farlo nel modo giusto, senza aggiungere traffico e complessità a città che sono già sottoposte a una forte pressione».
Il tema è particolarmente evidente a Roma, dove la regolamentazione della distribuzione merci nelle aree centrali è diventata sempre più articolata. Oggi per accedere alle ZTL dedicate alla distribuzione sono previste autorizzazioni e finestre temporali specifiche, mentre il Comune sta lavorando su una gestione più razionale degli spazi di carico e scarico. In una città dove il centro storico coincide con una delle principali aree dello shopping internazionale, il problema non è quindi soltanto logistico. È anche una questione di qualità urbana e di esperienza.
«La vera sfida è trovare un equilibrio tra la voglia di avere tutto a casa e la necessità di avere città più vivibili - continua Capitanio - Per questo stiamo lavorando su un modello in cui tecnologia, organizzazione e servizio devono ridurre l’impatto fisico della consegna, soprattutto nelle ZTL e nelle aree a maggiore densità commerciale».
TENDER ha appena chiuso infatti un round da 708 mila euro, guidato da StyleIT, acceleratore FashionTech della Rete Nazionale Acceleratori di CDP Venture Capital, con Startupbootcamp e GELLIFY, oltre a Regis Motors e investitori privati. Le risorse saranno utilizzate anche per l’espansione a Firenze e, successivamente, Venezia.
Soluzioni come queste significano per il consumatore poter comprare online e ricevere un servizio sempre più vicino a quello della boutique; non solo: per il brand vuol dire trasformare la consegna in un ulteriore momento di relazione con il cliente. Infine, per le città, si traduce in un modo per gestire volumi crescenti senza trasformare ogni acquisto online nell’ennesimo furgone che attraversa il centro. E così, mentre nelle vetrine delle grandi vie dello shopping si continua a parlare di nuove collezioni e nuove stagioni, una parte della del futuro del retail si gioca qualche metro più in là: sulla porta di casa.
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