SERNAGLIA - «Sono commosso, hanno fatto tutto i miei pazienti»: queste le parole del dottor Stefano Gigliotti dopo la notizia della petizione lanciata dai suoi assistiti perchè il loro medico di base non venga sostituito. È in corso infatti una raccolta firme, da inviare alle autorità regionali e sanitarie, per chiedere di rivedere la decisione della sostituzione del dottor Gigliotti come medico di base a Sernaglia.
Al medico era stato contestato un titolo non valido acquisito in Romania, dove racconta di essere stato truffato, ed era stato assegnato come medico provvisorio a Sernaglia in attesa di un nuovo concorso. Il concorso è stato fatto, ma il dottor Gigliotti non è riuscito a partecipare all’ultimo bando di assegnazione perché non aveva ancora completato il corso di formazione, che ha dovuto rifare per essere in regola. Nel frattempo, però, hanno partecipato al concorso quattro medici che sono risultati assegnatari e si è formata una graduatoria: uno di questi medici subentrerà al posto di Gigliotti. I pazienti sono disperati e il medico, che ora dovrà andare via, è commosso per questa mobilitazione. «Con grande rammarico - scrivono i cittadini - abbiamo appreso che il dottor Gigliotti sarà trasferito, contro la sua volontà, e non sarà più medico di famiglia a Sernaglia della Battaglia e nel Quartier del Piave. Da oltre vent’anni è un punto di riferimento per tanti cittadini, grazie alla sua competenza e umanità. È in corso una raccolta firme da inviare alle autorità regionali e sanitarie per chiedere di rivedere questa decisione». Si può firmare nella farmacia di Falzè di Piave, al distributore Bioil di Sernaglia, nel negozio di alimentari Rossetto in piazza a Fontigo e nel negozio di casalinghi L’Elettrica di Barbisano. I cittadini saranno presenti fuori degli ambulatori di Sernaglia e di Fontigo durante gli orari di ricevimento del loro medico.
«È da 21 anni che sono qua - commenta il dottor Gigliotti -, dopo i noti problemi ho ottenuto il diploma di formazione di medico di medicina generale e ora, dal punto di vista legale, sono a posto. La mobilitazione dei miei pazienti mi ha commosso. Non dormo da giorni per questa vicenda perché ho parecchi pazienti anziani e malati cronici. In questi anni ho instaurato un rapporto importante con i miei pazienti e mi sono guadagnato la loro fiducia grazie al mio lavoro. Mi sono dedicato con tutto me stesso a questa missione e ora, dopo quello che è accaduto, ho perso l’entusiasmo e mi dispiace davvero abbandonare questo incarico».
L’Ulss 2 Marca Trevigiana ha voluto fornire alcune precisazioni per garantire una corretta informazione e fare chiarezza sul quadro normativo che regola l’assistenza primaria, comunicando che il dottor Gigliotti ha operato nel territorio a titolo provvisorio come sostituto, seppur per un lungo periodo, in quanto non titolare. «La sua cessazione - spiega l’azienda sanitaria locale in una nota ufficiale - avviene in quanto ogni incarico provvisorio necessariamente cessa nel momento in cui viene nominato un titolare assegnatario della zona carente, come è avvenuto in questo caso. L’assegnazione dei posti da titolari di Medicina Generale è rigorosamente regolata dalla legge e dall’accordo Collettivo Nazionale. L’assegnazione definitiva avviene tramite graduatorie regionali, esito di bandi effettuati da Azienda Zero e il possesso dei requisiti di legge previsti per l’incarico». «L’azienda Usl - aggiunge - è pienamente consapevole dell’importanza che la continuità assistenziale riveste per i cittadini di Sernaglia e dei paesi limitrofi. Tutte le decisioni intraprese non sono dettate da volontà discrezionali o ‘trasferimenti coatti’, bensì dal rispetto vincolante delle leggi e delle procedure giuridico-amministrative che disciplinano l’esercizio della medicina generale in convenzione con il servizio sanitario pubblico». L’Usl e il sindaco di Sernaglia Mirco Villanova, che si è interessato direttamente della situazione, rassicurano la popolazione sul fatto che sono già in atto tutte le procedure per garantire la copertura dell’ambulatorio ed evitare qualsiasi disservizio alle famiglie del territorio.