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Il pedalò fai da te creato da un pesarese: con la bici da casa può arrivare in mare aperto


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L’invenzione è di Enrico Torriani, ex metalmeccanico, in grado di pedalare in acqua grazie ai galleggianti. “Avevo in mente l’idea da 30 anni, i pantografi si aprono e si va. Il futuro? L’elettrico”

Enrico Torriani con la sua ‘Splashbike’. “I galleggianti potrebbero essere i carbonio per alleggerire la bici che sarà pronta presto: ci stiamo perfezionando”

Enrico Torriani con la sua ‘Splashbike’. “I galleggianti potrebbero essere i carbonio per alleggerire la bici che sarà pronta presto: ci stiamo perfezionando”

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Pesaro, 9 agosto 2026 – Nasce a Pesaro la prima bicicletta capace di accompagnarci da casa al mare, entrando poi in acqua e permettendoci di pedalare anche lì. Si chiama ‘Splashbike’, è già su Instagram e l’ha ideata Enrico Torriani, 62 anni, di Pesaro, che racconta la sua invenzione: “Tutto è cominciato dalla mia passione per la meccanica. Negli anni ’80 lavoravo come operaio in un’azienda di metalmeccanica a Pesaro. Lì ho sviluppato le mie capacità inventive. Ero molto portato per creare".

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L'invenzione, nel particolare, è una bicicletta lavorando di fresa e tornio, insomma una sorta di bici meccanica più elaborata di quelle comuni

Un’idea venuta 30 anni fa

Con il tempo, nel 1995, "ho quindi deciso di mettermi in proprio e di fondare un’azienda che si occupa di installazioni, revisioni e montaggio di macchine da stampa nel settore del confezionamento dei prodotti e inoltre di prototipi, ovvero macchine speciali che non esistono in commercio. Insomma cercavo, e cerco ancora, di soddisfare le richieste personali dei miei clienti”. Nessuno però gli aveva chiesto di realizzare la bici d’acqua: “È una idea – continua Enrico – che mi è venuta circa trent’anni fa e che ho messo a punto solo nel 2024, ottenendo un brevetto”.

Di cosa si tratta?

“Ho creato una bicicletta lavorando di fresa e tornio, insomma una sorta di bici meccanica più elaborata di quelle comuni. La base è ricavata alle lavorazioni dell’alluminio, rispetto alle bici normali per intenderci non ha, ad esempio, i tubolari piegati. La bici ha due ruote, di cui quella posteriore con propulsione: palette alternate ai raggi per far sì che prenda il via nell’acqua. Nella ruota anteriore ha un freno, perché possa essere usata nella strada, mentre se si vuole frenare in acqua bisogna dare il colpo al contrario come nel classico pedalò. Alle ruote sono stati applicati dei pantografi”.

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L'idea arrivata nella mente dell'uomo trent'anni fa, poi diventata realtà

Ed è questa la novità assoluta: “Si parte da casa – spiega Torriani – con la bicicletta, si arriva al mare, la si porta in spiaggia a riva e quindi la si introduce in acqua. A questo punto i pantografi si aprono: la struttura meccanica permette quindi ai galleggianti, che erano piegati a rivestire le ruote durante il percorso casa-mare, di appoggiarsi in acqua. Ora si può salire e inizia la pedalata in acqua che può essere fatta, ovvio, quando il mare lo consente. Non è per intenderci una bici frangionde, ma ha la stessa funzione del pedalò, per capirci”.

Presto ci sarà una evoluzione.

“I galleggianti potrebbero essere i carbonio per alleggerire la bici che sarà pronta presto: stiamo perfezionando il funzionamento della pedalata che vogliamo sia assistita. Questo perché tutti la possano usare, anche chi non è allenato. Crediamo che per l’ultima settimana di agosto ci possa essere il varo in mare. Stiamo preparando questo momento in collaborazione con bagni Paradiso: con uno dei titolari infatti ho avuto un rapporto di lavoro”.

Che costo ha la bicicletta?

“E’ ancora da definire – conclude Torriani – perché stiamo perfezionando il prototipo, ma la sua funzione principale potrebbe essere quella di bici da spiaggia per gli stabilimenti balneari e i resort. Poi se anche i privati la vogliono, possono contattarci”.

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