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Il popolo di Emma Bonino in fila per l’addio in Campidoglio


Un girasole posato a terra da una piccola donna, la prima, entrata nella camera ardente, poi una rosa singola, un altro striminzito mazzetto. E dietro le corone ufficiali. Questo è stata fino all'ultimo Emma Bonino, fuori dal coro, solitaria, amata oltre le sue spine. «Dura, aspra, dolce», ha ricordato Riccardo Magi. Se qualcuno avesse avuto ancora il dubbio che le sue battaglie fossero estreme, simbolo di un certo barricaderismo, al punto di sfidare ciecamente costumi e tempi, si è ricreduto ieri nel veder sfilare giovani con i passeggini e donne attempate. In fila sulla scala del Vignola che porta alla sala della Protomoteca in Campidoglio dove era allestita la camera ardente. Sulla bara una sua foto simbolo, alle spalle sullo schermo un'immagine sorridente, sulla bara la bandiera dell'Europa.

Il popolo di Emma Bonino è pratico e lucido come lei, un saluto, una lacrima nascosta e via, entra ed esce veloce con lo stesso passo solenne e leggero che aveva Emma. Sfilano davanti a Giovanni e Domenica, i fratelli della storica leader radicale che assistono alla veglia in silenzio.

Il feretro arriva poco prima delle 12 in via Tempio di Giove, accolto dal picchetto d'onore, dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dai leader di +Europa Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, oltre ai familiari. Il fratello Giovanni sussurra commosso: «È stata una big per le donne di tutto il mondo e le tante che oggi sono in fila lo dimostrano, quanto a me il massimo...». Un groppo alla gola gli impedisce di continuare, si allontana in compagnia della moglie Margherita che dice: «Avremmo avuto ancora tanto bisogno di lei, in Italia, tutti». Adina Adami, 78 anni, si è fatta accompagnare dalla figlia. Ricorda: «Emma aveva la mia età, ho seguito le sue battaglie dalla giovinezza. Di politiche visionarie come lei non ne abbiamo più». Ilias Urcioli e Alessia Farina, trentenni si fanno largo con due bimbi sui passeggini (non sono gli unici), arrivati da Avellino, perché «abbiamo sposato i suoi ideali da giovanissimi». Ecco Muriel Bazzanti, 91 anni «ammiratrice da sempre, ho sposato le sue battaglie» e Daniela Gnudi che rivendica commossa «la sua posizione è stata fondamentale per i diritti di tutte, ha battagliato tutta la vita per gli altri».

I leader politici

Tra i primi leader politici ad arrivare Pier Ferdinando Casini. Ricorderà «la sua grande lezione sui diritti civili ma io voglio pensare soprattutto alla bandiera che accompagna Emma Bonino, una grande europeista come dovremmo essere tutti se pensiamo che il nostro futuro sia come inevitabilmente è europeo». La "profezia" di Bonino e molto altro ancora ricorda Magi: «Oggi avrebbe detto amatemi di meno, votatemi di più. Emma ha amato profondamente la democrazia e le istituzioni, cercando di cambiarle in meglio, evidentemente le persone lo hanno capito».

Arrivano l'ex presidente della Camera Gianfranco Fini, l'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, la capogruppo di Fi al Senato Stefania Craxi, Nicola Fratoianni, Bruno Tabacci, Antonio Razzi, Giovanni Floris. Intanto il libro di messaggi si riempie di «grazie Emma». «Tantissimi cittadini sono qui per rendere omaggio a una donna straordinaria, protagonista della nostra repubblica e della nostra democrazia - così il sindaco Gualtieri - Mi hanno colpito tante persone che le hanno detto "grazie". Ha svolto un ruolo molto importante in tante fasi decisive per rendere il nostro paese più libero quindi più giusto. Una combattente dolce e tenace per lo stato di diritto, per le libertà civili e politiche. Ed è stata una europeista fortissima. Per lei i diritti dell'uomo erano gli stessi in tutto il mondo e il nostro Paese anche grazie a lei è un paese migliore».

Oggi dopo la camera ardente, ci sarà un veglia civile in piazza del Campidoglio. Martedì i funerali di Stato, in forma laica, sempre in Campidoglio.

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