
Guido Roviello, 62 anni, ex cameriere, ucciso a Caserta. A destra, un frame del video dell'aggressione

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Caserta – Cinquanta euro raccolti facen,do l’elemosina, il prezzo di una vita perduta. La contabilità delle storie da marciapiede non tiene conto dei precedenti, delle le curve e delle sbandate. Cosa rappresentavano 50 euro per un ex cameriere finito sulla strada? Margini di sopravvivenza minima, qualche pasto caldo, il conforto di una banconota al fondo della tasca. Guido Roviello, 62 anni, aveva un lavoro, lo ha perso ed è finito sulla strada. L’unico tetto per lui era la chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Caserta, per la messa. E la comunità di Sant’Egidio, per la doccia.
Un video disumano racconta il finale disumano in cui mercoledì scorso alle tre del pomeriggio è stato pestato a morte in piazza Sant’Anna per quei quattro soldi, dentro una guerra fra poveri in cui è impossibile trovare ragioni se non quella di un debito non onorato. La Guardia di Finanza di Caserta, che proprio nella piazza ha la sede del Comando Provinciale, ha fermato il presunto responsabile, un cittadino rumeno, anche lui senza casa. Omicidio aggravato da futili motivi, i cinquanta euro.

Guido Roviello, 62 anni, ex cameriere, ucciso a Caserta
Quel filmato è stato determinante per identificare l’aggressore e chiarire come siamo messi. Nessuno, nemmeno chi ha girato la scena, è intervenuto per fermare il pestaggio. Si vede Guido discutere con un uomo che all’improvviso va all’attacco, prima gli sferra un colpo violento e lo sbatte a terra, poi si accanisce con calci alla testa e al torace. Non contento, solleva la vittima e gli tira un ultimo pugno in faccia.
E perché? Una lite sugli spiccioli persa dall’uomo che i volontari della comunità descrivono come buono e sensibile, già oggetto di una precedente aggressione nel 2019 che gli aveva provocato diverse fratture. Allora era stati aiutato dai volontari dell’associazione Angelo degli Ultimi, questa volta anche il cielo è rimasto impotente. L’aggressore di origini rumene, sui 40 anni, è stato identificato grazie a quel video, ai filmati delle telecamere di vigilanza e alle dichiarazioni di chi era presente e non ha mosso un dito. Ha ammesso tutto, il provvedimento è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari. Dalla strada al carcere.

Guido Roviello, 62 anni, ex cameriere, ucciso a Caserta
E su tutto lo stupore, a cominciare da quello del vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua Pietro Lagnese: “Di fronte ad una morte così violenta e insensata, ciò che ancora di più colpisce le coscienze è l’indifferenza di chi ha visto consumare un omicidio così efferato, senza intervenire”. Una piazza centrale arrostita dal caldo, dove pochi giorni fa un altro homeless era stato trovato senza vita per cause naturali sotto i portici. ”Entrambe le morti - dice Lagnese - sono avvenute in contesti in cui erano evidenti situazioni di sofferenza, incuria e profondo disagio. Dietro le definizioni generiche ci sono persone, storie, volti e dignità che non possono rimanere invisibili o essere spazzati via come un problema di decoro urbano. Guido, con le sue fragilità e il suo grido di aiuto, chiedeva solo di essere visto e ascoltato”.
E allora non bastano le azioni di emergenza, non basta la rimozione brutale dei giacigli che fanno orrore a chi si fa rifare il letto dalla colf. “Serve un tavolo di confronto stabile – promette il vescovo – e una rete strutturata. Mi farò promotore di un dialogo costante, affinché responsabilità pubblica e solidarietà sociale camminino insieme per intervenire prima che le fragilità arrivino al punto di non ritorno”. E poi va bene la dedizione quotidiana dei volontari, va bene il panettone a Natale. Il punto vero, mentre si organizzano i funerali di Guido, è decidere tutti insieme di non voltarsi dall’altra parte.
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