Se fosse proprio lui, Matteo Renzi, il “papa straniero” in grado di metter fine al fastidioso duello che divide Elly Schlein da Giuseppe Conte? La segretaria è convinta che dovrebbe essere lei la candidata ad opporsi a Giorgia Meloni alle politiche del 2027. Non per niente è il numero uno del maggior partito dell’opposizione. Giuseppe Conte, sorride, fa spallucce e mostra le sue credenziali: due volte presidente del consiglio con due maggioranze diverse.
Lo scontro sembra non aver mai fine nonostante l’apparenza. Pranzo a quattro con Fratoianni e Bonelli, foto di gruppo felici di essersi incontrati ed aver discusso dei tanti problemi del campo largo; successivo tete – a tete fra la leader del Pd e il presidente dei 5Stelle. Tutto alla luce del sole, ma nelle manovre sotterranee che cosa si nasconde?
In politica estera i due sono agli antipodi e da questo orecchio Conte non vuole sentirci: niente più armi all’Ucraina, i soldi servono al Paese per risolvere questioni annose che gravano sull’Italia. Nemmeno sulle primarie, i duellanti sono in sintonia: Conte le vorrebbe allargate e non limitate al vertice delle due forze; Schlein antepone il programma, al resto si penserà dopo. Non è una divisione di poco conto perchè nell’uno e nell’altro caso i favori del pronostico varierebbero di molto.
Il timore è che alle elezioni del 2027 ognuno andrà seguendo le sue tesi dando un notevole assist alla premier che avrebbe tutte le chances per rimanere ancora per una legislatura a Palazzo Chigi. Ecco la ragione per la quale l’ombra di Matteo Renzi comincia a far paura: innanzitutto, i riformisti del Pd farebbero carte false per dare il colpo di grazia alla segretaria; in secondo luogo (last but not least) perché non si possono negare al leader di Italia Viva quelle velleità e quella preparazione, qualità indispensabili per arrivare così in alto. L’ala più moderata del Pd ricorda agli smemorati la maggioranza dei dem durante il periodo di Renzi a Palazzo Chigi: il quaranta per cento delle preferenze.
Come nasce l’idea di farlo presentare alle primarie? A lanciare il sasso è un esponente di spicco del Pd: Goffredo Bettini, uno dei fondatori della forza cara alla sinistra. Oltre che deputato, lui è stato anche senatore avendo nel contempo incarichi di prestigio nel partito che ufficialmente non non ha più. Nonostante, questo “allontanamento” Bettini ha ancora tanta voce in capitolo nel Pd ed ogni sua parola viene presa in grande considerazione. Intervistato di recente dal Foglio, non nasconde le idee che lo affliggono e quando gli si chiede che cosa ne penserebbe di Matteo Renzi, come concorrente alle primarie risponde candidamente: “Ne sarei felice: è trasparente e capisce la politica” (Sul trasparente permettete a chi scrive di avere qualche dubbio). Perchè? Il leader di Italia Viva è un uomo che mangia pane e politica da anni. È scaltro, furbo come deve essere una persona che svolge il suo lavoro in Parlamento. Conosce i segreti di quel mondo è un fantastico self made man, capace di attrarre l’attenzione e la curiosità dei media, motivo per il quale riesce ad avere tanta pubblicità, superando pure Matteo Salvini che per apparire ne inventa una al giorno, anche a scapito dell’alleanza alla quale appartiene.

Che sia Renzi l’outsider per sparigliare le carte lo pensa non solo Bettini, ma anche Silvia Salis, il sindaco di Genova che corre velocemente a far carriera. Non sono pochi a sinistra che la vedrebbero volentieri in via del Nazareno. “Voi correte troppo”, dice ai giornalisti con cui parla. Per quanto riguarda Renzi, ritiene che potrebbe essere la persona giusta per evitare che il dissidio Schlein- Conte continui facendo un gran male ai progressisti. “Con Renzi, invece, i consensi al nostro schieramento aumenterebbero e scusate se è poco”.
La battaglia politica senza fine non ha messo all’angolo il dissidio Roma-Madrid. Sanchez e Meloni non fanno nessun passo indietro e a farne le spese sono soprattutto quei diecimila irriducibili che, dopo lo sbarco, non sono voluti tornare in Marocco. La situazione di quei disperati peggiora. Mangiano pochissimo, pregano per avere una bottiglia d’acqua e fra loro ci sono 1500 minori non accompagnati. La situazione sanitaria preoccupa molto i medici che cercano di curare chi ne ha più bisogno. Tutto questo sembra non preoccupare il governo spagnolo: Manuel Alvares, il ministro degli Esteri, continua a prendersela con la Meloni e la sua chiusura dei confini. “È propaganda politica, nulla più”, commenta. Sanchez è nelle Canarie e prima del 21 agosto non tornerà a Madrid. Che dire?