
Il sindaco Daniele Silvetti, già presidente del Parco del Conero: «L’iter sta procedendo, manca solo un tassello»

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Il Parco Regionale del Conero dovrebbe presto diventare Parco Nazionale, entrando nel novero dei grandi parchi italiani. Il condizionale va ancora utilizzato d’obbligo perché la cosiddetta ‘trasformazione’ sembrava essere quasi un proforma, in quanto le ultime due presidenze dell’Ente, Silvetti e Conte, e l’attuale giunta comunale guidata dallo stesso Silvetti avevano impresso un cambio di passo e un sensibile aumento del giro del motore. Silvetti ne ha iniziato a parlare già nelle linee guida del suo mandato, nel 2023. Ci sono state poi altre uscite pubbliche, come la visita del Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin un anno fa in cui si dava ormai per certa l’acquisizione del titolo. Da qualche tempo sulla questione è calato il silenzio e per questo ne abbiamo chiesto conto allo stesso sindaco Silvetti: "In effetti manca davvero pochissimo alla nomina ufficiale di Parco Nazionale del Conero – spiega il primo cittadino del capoluogo delle Marche – Si tratta esclusivamente di una questione di finanziamento pubblico da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF, ndr), tra l’altro una cifra tutt’altro che enorme, credo sia nell’ordine dei 300mila euro. Una somma sostenibile dunque, ma il cui stanziamento non spetta alle istituzioni locali ma esclusivamente al dicastero competente. Il resto è stato ampiamente acquisito, la documentazione è stata consegnata da tempo, il passaggio tecnico è sicuro e una volta ottenuto quel finanziamento potremo annunciare la cosa. Quello stanziamento andrà inserito in una manovra, magari la prossima di fine anno, speriamo accada".
Ci siamo chiesti se l’apertura di un ulteriore campeggio nel cuore della baia di Portonovo, già satura a livello di presenza, potesse rappresentare un limite per ottenere il passaggio a Parco Nazionale del Conero, ma è lo stesso Silvetti a chiarire: "La questione delle tutele e dei vincoli per una determinata questione non c’entrano nulla con il titolo di Ente Nazionale e così l’apertura del camping a Portonovo non inciderà in alcun modo su una decisione, ripeto, già presa, partita da una richiesta fatta diverso tempo fa. In fondo un secondo campeggio a Portonovo c’è sempre stato e se ne parlava già dagli anni ‘70".
p.cu.
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