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Il sogno di Leonardo Bove (tra i feriti più gravi di Crans Montana): «In campo con la mia squadra»


«In questi mesi il tempo sembrava non passare mai. Oltre al dolore c'era anche la noia». Per più di sette mesi le giornate di Leonardo Bove sono rimaste sospese tra operazioni, medicazioni e cure. Ora, a 16 anni, sta ricominciando dalle cose che fino alla notte di Crans-Montana gli sembravano più normali: dormire nel suo letto, cenare con la famiglia, giocare alla Playstation. Nel fine settimana è tornato anche a San Siro per vedere la sua Inter e il 15 settembre rientrerà al Virgilio di Milano. «Piano piano mi sto riprendendo la vita che avevo». Ne manca ancora un pezzo, forse quello che desidera di più: il calcio. Leonardo è già passato a trovare i compagni della Scarioni, la squadra di cui era capitano prima del rogo del Constellation. Per rimettere gli scarpini servirà ancora tempo. «Voglio tornare a giocare il prima possibile, anche se i medici dicono che ci vorrà un anno».

La prossima data cerchiata sul calendario è il 15 settembre. Al Virgilio di Milano ritroverà anche Francesca Nota, Kean Kaizer Talingdan e Sofia Donadio. Erano tutti nella stessa terza del liceo delle Scienze umane e tutti e quattro erano a Crans la notte di Capodanno. «Sono molto felice. Abbiamo vissuto la stessa brutta disavventura e ritrovarci lì, insieme, sarà un bellissimo momento». A gennaio i loro compagni erano rientrati dalle vacanze trovando quattro posti vuoti. Ora sono tutti a casa, anche se le cure continuano. Per Leonardo, uno dei feriti più gravi della strage, il Niguarda è rimasto casa fino al 17 luglio: le fiamme gli hanno ustionato il 60 per cento del corpo. In quei mesi anche studiare era diventato complicato. «Alcuni professori facevano lezione a distanza mentre eravamo in ospedale. Abbiamo fatto quello che potevamo». Poi aggiunge: «Sono sempre stato uno che faceva il minimo indispensabile e mirava al 6. Ma rivedere i miei compagni e i professori sarà bello». Le cure, intanto, restano. «La schiena sta guarendo, devo ancora fare visite e periodicamente i trattamenti laser sulle cicatrici». Da settembre inizierà anche un percorso con uno psicologo. «Penso possa aiutarmi, anche solo per sicurezza. Non so se sono pronto, ma credo sia giusto farlo».

Una prova di normalità Leonardo se l'è già concessa nel fine settimana. San Siro e il rumore dello stadio. Tutto è cominciato con un messaggio su Instagram a Javier Zanetti, vicepresidente dell'Inter ed ex capitano nerazzurro, che durante il ricovero era andato a trovarlo. «Gli ho scritto mercoledì per dirgli che adesso potevo andare allo stadio. Mi ha risposto subito». Prima della partita ha incontrato anche Giuseppe Marotta, il presidente della squadra. «Mi ha riconosciuto e mi ha accompagnato fino a bordo campo dove ho potuto seguire il riscaldamento dei giocatori. È stata una esperienza unica».

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