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Il tessile, l’Olona, il Palio: tutte le facce di Legnano, dalla resilienza dell’industria al sogno dell’università


Legnano (Milano), 22 agosto 2026 – È stata la città della Franco Tosi, azienda che dava lavoro a oltre 5mila dipendenti, e poi delle fabbriche tessili che punteggiavano il territorio lungo il corso dell’Olona. Mentre quest’ultimo comparto industriale è oggi per lo più scomparso, decimato dalla crisi del settore, e la Franco Tosi continua a tenere alta la bandiera della tecnologia made in Italy, seppur con numeri più ridotti, il futuro della città si va disegnando attraverso il riuso delle enormi aree dismesse del manifatturiero.

Passa da qui la trasformazione di Legnano, che si è trasformata poco alla volta in città dei servizi, punto di riferimento per tutto il territorio a ovest di Milano. È la città che si vanta d’essere l’unico Comune citato nell’inno di Mameli per la battaglia del 1176, evento storico che, ancora oggi, giustifica la principale manifestazione a cadenza annuale: il Palio delle Contrade.

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Legnano, centro

Tra passato e futuro

Il futuro si struttura a partire da un diverso approccio al rispetto dell’ambiente, dalla necessità di mantenere un equilibrio tra residenze e servizi, dalla consapevolezza di un trend demografico modificato e, novità degli ultimi mesi, dall’approdo di una sede dell’Università Statale di Milano negli spazi di una fabbrica dismessa.

Nel 1924, quando Legnano divenne città per decreto, oltre il 57% della popolazione residente era impiegata nell’industria: oggi la situazione è radicalmente cambiata e la dimensione d’impresa che sopravvive è quella composta da un misto di aziende familiari che si sono evolute, “managerializzate” per approdare con successo sui mercati internazionali.

Elevata vitalità

Hanno numeri diversi rispetto al passato per numero di addetti, ma una qualità del lavoro elevata che costituisce un marchio di fabbrica per il territorio. Il tutto calato in una realtà dove le dinamiche demografiche sono cambiate e il numero di residenti ha iniziato a crescere, tornando oltre quota 60mila, anche grazie alle caratteristiche del mercato immobiliare: prezzi al metro quadrato ancora bassi rispetto al capoluogo e qualità della vita tutto sommato alta sono diventati il motore di questo trend.

Una recente ricerca della Fondazione B.Live, realtà creata dal gruppo di architettura e ingegneria milanese Lombardini22, ha inserito Legnano tra le città tra i 30mila e i 100mila abitanti con più elevata vitalità.

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Palio 2026 - Legnano - 1 batteria vince san magno secondo legnarello

Le zone da far rinascere

Cosa sarà Legnano nei prossimi anni dipende direttamente dal recupero delle aree ex industriali e dalle nuove vocazioni. Tre sono i comparti principali: l’area ex Bernocchi ed ex Mottana che occupa poco meno di 80mila metri quadri lungo l’Olona, al confine con la provincia di Varese, la ex Manifattura, 40mila metri quadri in pieno centro, e la cosiddetta area Sud della Franco Tosi, che si estende per 120mila metri quadrati lungo la ferrovia.

All’ex Bernocchi ed ex Mottana si sta lavorando sulla sistemazione idraulica e difesa delle sponde del fiume (conclusa la prima parte, che corrisponde all’ex Mottana), condizione fondamentale per procedere con il recupero urbanistico. Qui nascerà un parco pubblico lineare, un’ampia area verde pubblica di circa 23mila metri quadrati, pensata per rendere accessibile e fruibile un luogo finora chiuso e isolato e per costruire un percorso in grado di collegarsi con il lungo Olona del centro città.

Attorno saranno gli operatori privati a intervenire e potranno contare su un volume edificabile pari a poco più di 105mila metri cubi, mentre l’altezza massima dagli edifici sarà di 25 metri. Conclusione prevista oltre il 2030.

L’ostacolo della Soprintendenza

La Soprintendenza ha già presentato alcune osservazioni, “bocciando“ parte del progetto di massima e costringendo a ridisegnarne una parte, ma per il recupero dei 40mila metri quadri in pieno centro dell’ex Manifattura i motori sono già accesi da qualche mese. L’idea è frutto del confronto tra Comune e proprietà, Officine Mak, in un percorso nel quale si è inserita anche l’Università degli Studi di Milano. Una parte dell’edificio principale, l’opificio, sarà dedicata alla realizzazione di un nuovo insediamento universitario, destinato alle attività della facoltà di Medicina e Chirurgia, coronando un sogno che la città insegue da decenni.

Attorno, tra abbattimenti, edifici da conservare e riconvertire, nuove piazze e funzioni, è previsto un mix di residenziale, commerciale e uffici. L’orizzonte temporale è di circa tre anni. Infine, dopo numerose aste non andate a buon fine, è ancora in cerca di un nuovo proprietario il comparto sud dell’ex Franco Tosi: 120mila metri quadri tra via San Bernardino e il cimitero che avranno principalmente destinazione residenziale ma che diventano vitali anche per la definizione della struttura viabilistica della Legnano del futuro.