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Il traduttore di Omero su razza e Odissea, "neanche Damon sembra greco" - Libri - Ansa.it


Mentre l'Odissea di Christopher Nolan continua a sbancare i botteghini worldwide, uno dei grandi traduttori moderni del poema omerico contesta le polemiche sul casting di Lupita Nyong'o come Elena di Troia: "Prendete Matt Damon, un attore americano al cento per cento. Vi sembra greco?", ha scritto Daniel Mendelsohn, grecista alla Bard University e Premio Malaparte, in un op-ed sul New York Times.
Autore di Un'Odissea, un Padre, un Figlio, un Epopea (edito in Italia da Einaudi), Mendelsohn l'anno scorso ha dato alle stampe negli Usa una nuova traduzione in esametri della saga di Ulisse. Oggi chiede a Elon Musk e a tanti commentatori della destra Usa di "smettere di lamentarsi" per la scelta dell'attrice afro-americana come la donna che ha scatenato la guerra di Troia: "I greci non avevano il nostro stesso concetto della razza. Poi Elena e' nata da un uovo di cigno, come possiamo essere cosi' letterali?". La polemica e' nata ancor prima dell'esordio del film quando, rilanciato da Musk, l'opinionista conservatore Matt Walsh aveva sparato a zero sulla scelta di Nolan, che a Mendelsohn sembra invece fatta apposta "per provocare, mettere in discussione e spiazzare il nostro modo di pensare alla bellezza e all'identità, proprio come facevano gli autori greci". Walsh, avallato da Musk e citando Omero, era stato beffardo ai limiti dell'insulto: "Nessuno al mondo pensa veramente che la Nyong'o sia 'la donna piu' bella del mondo'".
Notando che l'ultima versione hollywodiana di Elena e' stata quella della "molto ariana d'aspetto" Diane Kruger in Troia del 2004, Mendelsohn osserva che, in realtà, non sappiamo affatto come fosse fatta Elena. Omero la descrive solo con formule generiche — "somigliava straordinariamente agli dèi immortali" — e i due unici tratti fisici che le attribuisce, "dai bei capelli" e "dalle bianche braccia", sono epiteti convenzionali che ricorrono anche per altre donne del poema. Nei vasi greci a figure rosse e' d'altra parte una convenzione: gli uomini sono ritratti in un colore rossastro, le donne hanno un incarnato bianco.
Il dibattito e' aperto e il film, che in Italia e' stato visto da 1,2 milioni di spettatori incassando quasi dieci milioni di euro in quattro giorni, divide i conservatori: distanziandosi da Walsh e da Musk, l'ideologo di destra Ben Shapiro ha giudicato l'Odissea di Nolan "un capolavoro" e il suo regista "il miglior cineasta del nostro tempo". In una lunga recensione su YouTube, Shapiro si e' profuso in elogi anche per Damon, "che scompare nella parte come non ha fatto in altri film ed e' un grande Ulisse", al pari del resto del cast: "Robert Pattinson come Antinoo e' un eccellente antagonista, viscido e ripugnante", mentre Tom Holland è stata "una grande scelta per Telemaco" e Anne Hathaway e' una magnifica Penelope". Quanto all'antitesi tra la Nyong'o e la Kruger, Shapiro approva la scelta di Nolan: "Diane Kruger non ha un aspetto particolarmente greco. È tedesca. Lupita è una donna bellissima. Ma il punto è che, nella sceneggiatura, Nolan si premura di spiegare che la guerra non fu davvero scatenata perché Elena era splendida".

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