Nel settore della tecnologia mobile, tornano sotto i riflettori i codici segreti per smartphone.
Bastano pochi caratteri digitati dal tastierino telefonico per aprire funzioni nascoste su Android e iPhone: controllo dell’IMEI, verifica della batteria, test del segnale, gestione del credito residuo e deviazione chiamate. Senza scaricare app. Comandi brevi, spesso dimenticati. Utili, certo. Ma non tutti da provare a cuor leggero.
I codici USSD e MMI sono sequenze di numeri e simboli, quasi sempre precedute da un asterisco o da un cancelletto, che si inseriscono nel tastierino del telefono come per fare una normale chiamata. A volte bisogna premere il tasto verde. In altri casi il comando parte appena si digita l’ultimo carattere. Servono a dialogare con la rete mobile, cambiare alcune impostazioni del telefono o aprire schermate tecniche previste da produttori e operatori.
Il più conosciuto è *#06#, che mostra il codice IMEI, cioè il numero identificativo unico dello smartphone. Altri comandi, invece, cambiano da modello a modello, da sistema operativo a sistema operativo, o anche da operatore a operatore: quello che funziona su un Samsung Android può non dare alcun risultato su un iPhone o su un dispositivo con un software diverso. Per questo tecnici e centri assistenza li usano spesso. Per molti utenti, invece, restano un cassetto nascosto del telefono. Da aprire, sì, ma con attenzione.
Tra i codici smartphone più pratici c’è proprio *#06#. Conviene annotarlo prima di un eventuale furto o smarrimento, perché l’IMEI può aiutare a identificare il telefono. Su diversi dispositivi Android, la sequenza *#*#4636#*#* apre informazioni su batteria, rete, statistiche d’uso e connessioni, anche se molte di queste voci oggi si trovano già nelle impostazioni.

Uno smartphone con tastierino aperto per digitare sequenze con asterisco e cancelletto, utili per accedere a funzioni nascoste.
Per controllare il GPS, alcuni modelli Android riconoscono *#*#1472365#*#*. Su iPhone, invece, il cosiddetto Field Test Mode si richiama con *3001#12345#* e permette di leggere dati più precisi sulla qualità del segnale radio. Chi usa una SIM prepagata conosce spesso *100# o *101#, ancora diffusi per verificare il credito residuo, anche se tutto dipende dall’operatore. Poi ci sono i comandi legati alle chiamate: *31# e #31# riguardano la visualizzazione del numero, con effetti che possono cambiare tra Android, iPhone e rete usata.
Per la deviazione chiamate, codici come **21*numero# inoltrano tutte le chiamate verso un altro recapito, mentre **67*numero# entra in gioco quando la linea è occupata. “Conviene sempre verificare con il proprio operatore”, ricordano in genere i servizi clienti, perché alcune opzioni possono essere disattivate o avere costi legati al piano sottoscritto.
La parte più delicata riguarda i menu tecnici e i comandi che intervengono sulle impostazioni profonde dello smartphone. Su alcuni Android, *#0*# apre schermate di test per display, sensori e componenti hardware. Su diversi Samsung, invece, *#0228# mostra dati dettagliati sulla batteria, come tensione e livello di carica. Sono funzioni pensate anche per l’assistenza, non per fare prove a caso in metropolitana o durante una pausa in ufficio.
Altri codici riguardano il PIN della SIM, come le sequenze che iniziano con **04: servono a cambiarlo, ma diventano rischiose se si inseriscono più volte dati sbagliati. Ancora più sensibile è *#7780#, indicato in varie guide Android per il ripristino alle impostazioni di fabbrica: può cancellare i dati nella memoria interna e riportare il telefono allo stato iniziale. Prima di provarlo serve un backup, meglio se controllato due volte. Anche comandi che sembrano innocui, come quelli per l’anonimizzazione del numero o l’avviso di chiamata con *43# e #43#, possono comportarsi in modo diverso a seconda della SIM, del gestore e del Paese.
La regola, alla fine, è semplice: digitare solo codici di cui si conosce l’effetto, evitare menu poco chiari e non confermare nulla se sullo schermo compare un’opzione tecnica sconosciuta. Lo smartphone può fare più di quanto immaginiamo. Ma non sempre perdona un tocco dato in fretta.