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Il turista oggi vuole di più. Gli hotel cercano la svolta: "Non si può vivere di rendita"


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Il bilancio dell’estate 2026 evidenzia il cambio di abitudini dei clienti, sempre più esigenti. Maini chiama a raccolta le imprese familiari: "Occorrono investimenti e collegamenti migliori". .

Il bilancio dell’estate 2026 evidenzia il cambio di abitudini dei clienti, sempre più esigenti. Maini chiama a raccolta le imprese familiari: "Occorrono investimenti e collegamenti migliori". .

Il bilancio dell’estate 2026 evidenzia il cambio di abitudini dei clienti, sempre più esigenti. Maini chiama a raccolta le imprese familiari: "Occorrono investimenti e collegamenti migliori". .

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"La stagione si chiude con un andamento complessivamente positivo, ma con segnali che devono far riflettere sul futuro del turismo". In questi termini Adac Federalberghi Cesenatico, affronta il bilancio dell’estate 2026 "Fino a metà luglio _ osserva il presidente Alfonso Maini _, la stagione è stata al di sotto delle aspettative, con meno presenze, soggiorni più brevi e incassi inferiori. Dalla seconda metà di luglio in poi abbiamo invece assistito a una ripresa importante, con presenze tornate sui livelli abituali e, in diversi casi, una maggiore capacità di spesa".

A sostenere soprattutto la seconda parte dell’estate è stata la clientela straniera, una clientela che mediamente spende di più, soggiorna spesso in B&B o mezza pensione ed è molto interessata a conoscere il territorio. "Ma il turista internazionale – spiega Maini – è abituato a viaggiare, confrontare destinazioni e cercare nuove esperienze. Non possiamo pensare di fidelizzarlo semplicemente aspettando che torni".

Non è dunque più sufficiente confrontare i numeri con quelli degli anni precedenti, perché sta cambiando il modo di fare turismo. "Il turista di oggi non cerca soltanto una camera e una spiaggia; vuole qualità, servizi, esperienze, territorio e una destinazione curata. Cesenatico deve prendere atto di questo cambiamento e adeguarsi". La qualità, però, non può riguardare soltanto gli alberghi. "Il turista non distingue tra albergo, strada, spiaggia, trasporto o servizio pubblico. Per lui tutto è Cesenatico. Durante la stagione abbiamo raccolto diverse segnalazioni sulla pulizia e manutenzione di alcune zone, sulle zanzare, sulla carenza di intrattenimento serale in alcune aree, sulla raccolta rifiuti porta a porta e su problemi di sicurezza. Anche la chiusura anticipata di alcune attività commerciali, gelaterie e stabilimenti balneari, rappresenta un elemento di debolezza per una destinazione che vuole allungare e qualificare la propria stagione".

Secondo Maini siamo ad un punto cruciale: "Non possiamo limitarci a dire che anche quest’anno la stagione è stata portata a casa. Alcuni turisti potrebbero essere tornati a casa con il ricordo di una destinazione meno curata e meno efficiente di quanto si aspettassero, ed il turismo vive proprio dei ricordi che una persona porta con sé dalla propria vacanza. Dobbiamo diventare più internazionali, con alberghi più belli, ma anche una città più pulita, servizi più efficienti, maggiore sicurezza, mobilità più semplice, collegamenti migliori e una proposta turistica capace di far vivere il territorio".

Rinnovare le strutture è l’altra priorità: "Le nostre sono in gran parte piccole e medie imprese familiari. Chiedere loro di rinnovarsi, investire e affrontare una stagione sempre più competitiva, concentrata in pochi mesi, è una sfida enorme. Per questo il futuro non può essere affidato alle singole imprese, serve una strategia condivisa di destinazion." La stagione 2026 per Adac lascia un messaggio preciso: Cesenatico ha tutte le carte per continuare ad essere una grande destinazione turistica, ma non può limitarsi avivere di rendita. "Dobbiamo avere il coraggio di cambiare in meglio – dice Maini – . Il nostro obiettivo deve essere costruire una Cesenatico dove sia facile arrivare, facile muoversi, piacevole soggiornare e soprattutto desiderabile tornare. La stagione 2026 ci ha dato segnali positivi, ma soprattutto ci ha detto che non dobbiamo perdere un altro anno. È il momento di investire sul futuro della destinazione".

Giacomo Mascellani

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