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Il vecchio volto del mercato non c’è più  - L'Unione Sarda.it


San Benedetto.

16 settembre 2026 alle 00:50

Salve solo le facciate di via Pacinotti e via Bacaredda: il resto sarà ricostruito 

Del vecchio mercato resteranno soltanto due facciate, mentre di questa seconda estate lontano da San Benedetto resteranno giudizi diversi. Il cantiere ha cambiato volto e anche il progetto ha (parzialmente) cambiato strada: saranno conservate le parti dell’edificio su via Pacinotti e via Bacaredda, mentre tutto il resto viene demolito e poi ricostruito. Una soluzione maturata dopo aver verificato le condizioni delle strutture, più deteriorate del previsto. Intanto, a poca distanza, gli operatori trasferiti nel mercato provvisorio di piazza Nazzari tirano le somme al termine dell’estate: c’è chi racconta un’estate positiva e chi ha sofferto il calo dei passaggi e degli incassi. Ma sul futuro non ci sono divisioni: tutti guardano al cantiere e aspettano con fiducia di tornare a San Benedetto.

Le opere

Il progetto iniziale del nuovo mercato prevedeva di conservare una parte più consistente della vecchia struttura. Le verifiche successive hanno però mostrato i segni profondi del tempo: da qui la decisione di demolire e ricostruire, riproponendo lo schema che abbiamo sempre conosciuto, , salvaguardando le due testate storiche. È una trasformazione che oggi si vede a occhio nudo. Le due estremità superstiti diventeranno il collegamento visibile fra ciò che San Benedetto è stato e ciò che diventerà. Alle loro spalle nascerà un edificio completamente nuovo, più accessibile, moderno e organizzato. Il nuovo San Benedetto continuerà a svilupparsi su più livelli. Piano terra e primo piano ospiteranno i box del pesce, della carne, della frutta e verdura, dei prodotti da forno, dei salumi e dei formaggi. Cambierà però la distribuzione: percorsi più leggibili, accessi meglio organizzati e nuovi collegamenti verticali con scale e ascensori distribuiti in modo da rendere più semplice muoversi all’interno dell’edificio, anche per le persone con disabilità. Una delle trasformazioni più importanti nel piano interrato che avrà un ruolo centrale nella logistica, con l’obiettivo di separare il movimento delle merci da quello dei clienti.

Gli umori

A poca distanza dalle ruspe, la vita del mercato continua. Per gli operatori, quest’anno la struttura di piazza Nazzari ha rappresentato il primo vero banco di prova dopo il primo anno segnato da un trasferimento accompagnato da timori e interrogativi. E la fine dell’estate, adesso, consente, di tracciare un primo bilancio. Per una parte degli esercenti il rodaggio può considerarsi superato: «Il bilancio è positivo», spiega Massimo Ruggiu, rappresentante del comitato degli operatori di San Benedetto. «Nonostante la struttura sia provvisoria, molte persone si sono avvicinate, anche grazie alla grande disponibilità di parcheggi che speriamo si possa avere anche con il mercato nuovo». «D’estate, con le ferie, c’è sempre un calo fisiologico», spiega Luciano Ambu, titolare di una macelleria e rappresentante degli operatori. «Detto questo, però, il lavoro non è mancato. Anzi».

Non tutti, però, raccontano la stessa esperienza. «Per noi il bilancio è negativo», dice Maurizio Loi, titolare di una macelleria. «Se facciamo il raffronto con l’estate quando eravamo nel vecchio mercato, abbiamo perso almeno il 40%. A molti cagliaritani in piazza Nazzari non piace venire». Il concetto lo ribadisce Antonio Cabras, box 5: «Siamo in sofferenza, il riscontro che avevamo a San Benedetto non c’è in piazza Nazzari. A molti questa struttura non piace, e per questo virano su altri mercati».

Il giudizio sul presente, dunque, divide, quello sul futuro molto meno: gli occhi sono sul cantiere e sul giorno in cui (dovrebbe essere fine estate 2027) gli operatori potranno finalmente tornare a casa.

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