
Un agente della polizia peruviana analizza i resti dell'aereo caduto

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Roma, 3 agosto 2026 – Un fake. Il video che sta insistentemente circolando sui social con le immagini dell’aereo caduto in Perù sarebbe falso.
Sarebbe dunque un fake il video relativo all'incidente aereo avvenuto in Perù in cui sono morti 7 italiani. Le autorità peruviane che conducono l'inchiesta hanno comunicato all'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) che “il video che circola insistentemente sui social media non risulterebbe coerente con le evidenze riscontrare sul luogo dell'incidente”.
In sostanza, le immagini "non sarebbero coerenti con lo stato del relitto dell'aereo”. L'informazione è stata comunicata dalle autorità di Lima all'esperto dell'Agenzia designato per seguire l'inchiesta.
Il video, condiviso e rilanciato anche da diversi canali di informazione, non sarebbe affatto quello del Cessna 208B Gran Caravan della compagnia Aerodiana precipitato a al rientro dal sorvolo sulle linee di Nazca.
il bilancio del disastro è di tredici morti e nessun superstite. Oltre ai componenti delle due famiglie, hanno perso la vita due turisti tedeschi, due spagnoli e i due piloti peruviani. Tra i rottami del velivolo sono stati recuperati i corpi delle famiglie Gianturco di Monza e Angelucci di Seregno. Paolo Gianturco, 59 anni, originario della Basilicata, era senior partner di Deloitte Consulting e Financial Services Industry Leader, un consulente importante nel campo dell'innovazione tecnologica e bancaria oltre che docente universitario presso la Bocconi. La moglie Cristina Maria Bianco, 57 anni, ricopriva il ruolo di managing director presso Andersen Consulting ed era una stimata professionista nel campo delle risorse umane. Con loro sono morti i due giovani figli: Matteo, 24 anni, studente del corso di laurea in Economia all'Università di Bergamo con la passione per i viaggi, e Pietro, appena 18 anni, che aveva da poco concluso gli studi superiori al Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza, ed era pronto ad andare all'università.

Alcune delle vittime della strage in Perù in uno scatto fatto durante la vacanza
Con loro c'erano gli abituali compagni di viaggio: Massimo Angelucci, 58 anni, proprietario della Ima Tecno di Lissone, un'azienda di componenti meccanici, la moglie Elena Sala, 58 anni, da sempre al suo fianco nella gestione dell'attività, e il figlio Lorenzo, 24enne, che aveva da pochissimo festeggiato il traguardo della laurea al Politecnico di Milano. Il loro viaggio stava procedendo bene, i familiari rimasti in Italia avevano ricevuto loro notizie solo qualche ora prima.
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