TRENTO. Una frana di fango e grossi massi che si riversa con violenza sulla strada di fondovalle: questo raccontano le immagini della webcam della Val Genova che ha catturato gli istanti in cui la colata di detriti sul rio Gabbiolo è arrivata a travolgere il ponte.
E' successo intorno alle 15 di ieri, giovedì 20 agosto, in una giornata caratterizzata da forti precipitazioni nel territorio del Parco Adamello Brenta.
Al momento dell'impatto fortunatamente era già stata chiusa: gli operatori del Parco, come comunicato dall'ente stesso, considerata l'allerta meteo in atto e in accordo con il sindaco di Strembo e i vigili del fuoco, avevano disposto l’esodo delle persone presenti in alta Val Genova nonché dei bus navetta, sorvegliandone il transito sui ponti di Dosson, Cercen e Gabbiolo e interdicendo il transito in salita da malga Carèt.
Già alle 13 così tutti i visitatori presenti in alta valle erano scesi in sicurezza. “La pronta collaborazione fra i soggetti coinvolti – ha voluto sottolineare il presidente del Parco Walter Ferrazza - nonché un collaudato protocollo di allerta ha permesso di avviare un efficace intervento preventivo che ha assicurato l’incolumità di tutti. Già nel tardo pomeriggio sono iniziati inoltre gli interventi di ripristino della viabilità e messa in sicurezza dell’area”.
“L'evento di ieri – ha aggiunto a sua volta il direttore del Parco Matteo Viviani - conferma la forte propensione degli affluenti della Sarca, Dosson, Cercen e Gabbiolo, a generare eventi di colate detritiche sempre più frequentemente negli ultimi anni a causa dell'aumento dei fenomeni estremi ma anche della disponibilità di sedimento alle quote elevate, probabilmente anche a causa della degradazione del permafrost. Per questo motivo, dall'estate 2024 il Parco ha avviato specifiche campagne di comunicazione del rischio di debris flow in Val Genova tramite specifici poster e volantini con l'obiettivo di informare e sensibilizzare i visitatori ai pericoli geomorfologici presenti nelle valli alpine. Vengono incoraggiate di conseguenza le buone pratiche, che comportano la consultazione dei bollettini e delle allerte meteo, l’osservazione del territorio e la raccolta di informazioni sulle aree interessate alle escursioni. Oltre a ciò, con l'obiettivo di iniziare un'attività di monitoraggio e di raccolta materiale relativo alle dinamiche in questione, sono state installate alcune fototrappole sui torrenti interessati”.