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Il Viminale multa la nave della Sea Watch. L'ong: «Noi non collaboriamo con i criminali, il governo può dire lo stesso?»


La nave battente bandiera tedesca sarà sottoposta a un fermo di 45 giorni

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Si arricchisce di un nuovo capitolo lo scontro tra il governo italiano e le ong impegnate a salvare migranti nel Mediterraneo. La nave Sea Watch 5, battente bandiera tedesca, ha ricevuto 7.500 euro di multa e un fermo di 45 giorni. Ad annunciare il provvedimento, con un post pubblicato su X, è il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che accusa la ong di «una grave violazione» della normativa italiana. «Le attività di soccorso in mare – scrive il titolare del Viminale – devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle ong.

45 giorni di fermo e 7 mila e 500 euro di multa per la Sea Watch 5. La nave, battente bandiera tedesca, ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare. Una grave violazione della normativa: le attività di soccorso in mare devono… pic.twitter.com/lUTcj5z2yZ

— Matteo Piantedosi (@Piantedosim) August 22, 2026

La risposta della Sea Watch a Piantedosi

A confermare la multa è la stessa ong tedesca, che sui social risponde a Piantedosi e rivendica le azioni per cui è stata sanzionata. «La Sea-Watch 5 è stata fermata per 45 giorni con l’accusa di non aver cooperato con le autorità libiche. È vero, noi non collaboriamo con criminali e trafficanti. Il governo italiano può dire lo stesso?», si legge in un post pubblicato sul profilo X della ong.

La Sea-Watch 5 è stata fermata per 45 giorni con l'accusa di non aver cooperato con le autorità libiche. È vero, noi non collaboriamo con criminali e trafficanti. Il Governo italiano può dire lo stesso?

Il nostro comunicato stampa https://t.co/cVGoh48m5h

— Sea-Watch Italy (@SeaWatchItaly) August 23, 2026

Perché la ong tedesca è stata multata

I fatti per cui la Sea Watch è stata multata risalgono al 13 agosto. Quel giorno, dopo aver soccorso 6 persone in acque internazionali, l’ong ha «informato l’Italia e i Paesi europei limitrofi, ma non il cosiddetto centro di coordinamento per il soccorso marittimo libico, un’autorità fantoccio che serve a legittimare e rendere interlocutore accettabile quegli uomini e trafficanti che, poco dopo il soccorso, ci hanno puntato contro un fucile intimandoci di allontanarci dal “loro territorio”», ricostruisce la ong tedesca. «Sono queste le “autorità competenti” a cui si riferisce il ministro Piantedosi?», attacca la ong.

Foto copertina: ANSA | La nave Sea-Watch 5