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Il woke manda in tilt la sinistra, Conte sfida Schlein e la destra attacca - Notizie - Ansa.it


Il mal di woke attraversa il centrosinistra e resta senza una cura condivisa. Pochi giorni prima che Giuseppe Conte aprisse il caso nel campo largo, il Financial Times si era posto la domanda che agita i progressisti anche oltreoceano: "Perché un socialista deve necessariamente essere anche woke?". Nell'estate italiana la risposta del leader M5s è arrivata secca: "Alla sinistra non serve", perché "il nemico da combattere è questa società di diseguali".

L'ex premier raccoglie l'assist di Alexandra Ocasio-Cortez e - già in pieno clima primarie - accelera nel duello sotterraneo con Elly Schlein, accreditandosi come leader di una sinistra più popolare, attenta ai diritti ma orientata al sociale. Italia Viva concorda, Avs insorge, Più Europa contesta la stessa premessa. La segretaria dem risponde spostando il terreno di gioco. Dalle colonne di Milano Finanza non pronuncia la parola, ma mette sul tavolo industria, crescita, salari, investimenti e bollette. L'Italia, attacca, dopo quattro anni di governo Meloni, è "più fragile" e per risollevarla servono energia meno cara, redditi più alti e nuovi investimenti.

Conte tocca però un nervo scoperto, mostrando come dietro al termine americano - nato per indicare l'attenzione alle discriminazioni e poi diventato un'etichetta per le battaglie progressiste su identità, genere e minoranze - si celi il nodo dell'elettorato da riconquistare per battere Giorgia Meloni. "La dignità delle persone non si divide in categorie", replica il responsabile diritti dem ed europarlamentare Alessandro Zan con una linea affine alla sinistra spagnola di Pedro Sanchez, affiancando lavoro, casa, salute e istruzione al diritto "ad amare, ad autodeterminarsi, a vivere liberi e senza discriminazioni".

"Adesso si svegliano tutti. A cominciare dai dem americani", osserva invece Matteo Renzi, intestandosi le prime battaglie contro "l'ubriacatura woke". La capogruppo di Italia Viva al Senato, Raffaella Paita, è ancora più netta: "Le teorie woke fanno male alla sinistra". Una lettura che non trova il favore di Avs. "Chi ha chiesto di cancellare feste nazionali, abbattere statue, importare la cancel culture?", ribatte Elisabetta Piccolotti rovesciando la domanda e definendo "semplicemente una menzogna" l'accusa di aver sacrificato il sociale sull'altare dei diritti civili. In Italia la cultura woke è "un fantasma agitato dalla destra" per contrapporre diritti e giustizia sociale, rincara la collega eurodeputata Ilaria Salis, bollando la disputa come una "stupidaggine colossale". A chiudere il cerchio Riccardo Magi, convinto che - in un Paese senza una legge sul fine vita, dove le coppie gay non possono adottare e l'accesso alla procreazione assistita resta limitato - l'aut aut sia un errore.

La destra, alla finestra, assiste divertita alla seduta di autocoscienza del campo largo. La Lega la trasforma in una terapia di gruppo e affida all'intelligenza artificiale una vignetta-sfottò con Schlein, Conte, Renzi e Giorgio Gori seduti in cerchio sotto la scritta 'Prima riunione degli wokisti anonimi'. "Mi chiamo Giuseppe Conte e non sono più woke da due giorni", si confessa il presidente del M5s davanti agli altri leader progressisti.

"Vedove della schwa, degli asterischi, della cancel culture, del ddl Zan", li sbeffeggia il Carroccio, brindando a quello che considera un "dietrofront collettivo". La sinistra, rincara il senatore di FdI Lucio Malan, sta facendo con il woke ciò che fece con il comunismo: "rinnegarlo" dopo averlo sostenuto e aver così "rovinato vite". Nel dibattito finisce per infilarsi anche il referente italiano di Elon Musk, Andrea Stroppa, che - con la consueta dose di ironia - invita l'intera politica a rimettere in fila le priorità.

"Mentre il Pd parla di woke con l'avvocato Conte e la destra è concentrata a inseguire Vannacci", lo tsunami dell'IA rischia di travolgere soprattutto "gli ultimi". Ciò che serve, ai suoi occhi, è piuttosto "una misura rivoluzionaria per i salari bassi e per chi non ha lavoro". Ed è proprio lo scarto tra le battaglie culturali - e le faide interne al centrosinistra - e le preoccupazioni di tutti i giorni a diventare, su X, materia da meme e battute: "Woke sopra i 2 euro al litro".    

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