L’EUROPARLAMENTARE DI AVS

22 luglio 2026 • 18:54
L’europarlamentare non si è mai presentata in aula per dimostrare la “giusta causa”. Il giudice l’ha condannata a pagare anche gli stipendi futuri, fino alla fine del mandato parlamentare
L’europarlamentare di Avs Ilaria Salis è stata condannata in contumacia per aver licenziato due suoi collaboratori senza giusta causa. Dovrà risarcirli con oltre 300mila euro. Il giudice del lavoro del tribunale di Milano ha accolto la richiesta dei due collaboratori, assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, i quali hanno cercato invano di notificare il ricorso all’indirizzo di residenza ufficiale dell’europarlamentare.
Salis, arrestata in Ungheria con l’accusa di aver aggredito dei militanti di estrema destra durante le manifestazioni del cosiddetto “Giorno dell’Onore", era stata eletta europarlamentare con Alleanza Verdi e Sinistra nel giugno del 2024 ed aveva ottenuto la scarcerazione grazie all’immunità. Alla vittoria elettorale avevano contribuito anche i due collaboratori.
I due contratti, entrambi con scadenza a fine mandato nel 2029, sono stati entrambi stracciati. Prima un assistente ha ricevuto un recesso anticipato per il «venir meno del rapporto fiduciario». Al collega era stato revocato il contratto «tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della collaborazione».
Il problema è che «spetta certamente alla datrice di lavoro l’onere della prova della giusta causa», ma «nel rimanere contumace» Salis «non ha evidentemente assolto al proprio onere» e «deve quindi affermarsi l’insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati».
Perché anche nei rapporti di lavoro parasubordinati il recesso è subordinato alla “giusta causa” che deve essere dimostrata. Il risultato è un risarcimento del danno stabilito complessivamente in 300.900 euro, per i mancati guadagni dei due collaboratori fino a fine mandato e 10mila euro per le spese legali. Ilaria Salis farà ricorso.


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