Imprenditore, attore e mecenate che
ha saputo unire, come pochi altri, il mondo dell'impresa e
quello della cultura: il prossimo 3 agosto ricorre il trentesimo
anniversario della morte di Guido Alberti (1909-1996), figura
poliedrica e geniale che partecipò alla nascita del Premio
Strega. Per la Fondazione il 2026 si configura quindi come un
crocevia di ricorrenze che si intrecciano attorno a una delle
istituzioni letterarie più prestigiose del Paese: il trentennale
della scomparsa di Alberti si aggiunge infatti all'ottantesima
edizione del premio e al quarantennale della scomparsa della
scrittrice Maria Bellonci (1902-19869).
Membro della terza generazione della Strega Alberti Benevento
— la storica azienda produttrice del Liquore Strega — Guido
Alberti non fu soltanto un capitano d'industria illuminato.
Dotato di un innato talento artistico, visse anche una brillante
vita di attore cinematografico, diretto da maestri assoluti del
cinema mondiale come Federico Fellini, indimenticabile il suo
ruolo in 8½, Francesco Rosi, Mario Monicelli, Pier Paolo
Pasolini e Roman Polański.
Nel secondo dopoguerra, guidato da una profonda sensibilità e
affiancato, dal 1953, dalla moglie Lucia Alberti, la celebre
astrologa (1921-1995), Guido Alberti legò indissolubilmente il
nome della sua Azienda alla rinascita culturale del Paese. Nel
1947, insieme ai coniugi Maria e Goffredo Bellonci, diede vita
al Premio Strega, convogliando nel nuovo riconoscimento
letterario le migliori energie espresse dal sodalizio degli
"Amici della Domenica". A trent'anni dalla scomparsa, la figura
di Guido Alberti rimane un eccezionale esempio di mecenatismo e
di visione e il triplo anniversario del 2026 rappresenta
un'occasione unica non solo per omaggiare la memoria di un uomo
straordinario, ma per riaffermare l'importanza del legame tra
l'eccellenza imprenditoriale italiana e la valorizzazione del
patrimonio letterario e artistico, una missione che Strega
Alberti e la Fondazione Bellonci continuano a portare avanti con
orgoglio e determinazione.
"L'azienda di famiglia di Guido Alberti aveva già in passato
saputo intercettare le tendenze artistiche dell'epoca quando
affidò ai più importanti artisti (tra i quali Depero, Dudovich,
la Scuola Romana) la propria immagine. Il grande merito di Guido
Alberti fu quello di avvicinare il mondo letterario non tanto
con una mera sponsorizzazione, quanto con una partecipazione
attiva e organica alla creazione ed alla gestione di un nuovo
premio letterario" dice Giuseppe d'Avino, presidente della
Strega Alberti Benevento, quinta generazione della famiglia
Alberti e membro del comitato di gestione del Premio.
"La figura di Guido Alberti accompagna la storia del Premio
Strega con la sua presenza discreta e fattiva a sostegno
dell'azione culturale svolta dai coniugi Bellonci e, dopo la
loro scomparsa, da Anna Maria Rimoaldi. Interessato all'arte in
tutte le sue forme, ha condotto nella giuria del premio grandi
personalità del cinema e del teatro come Federico Fellini e
Eduardo De Filippo, rendendosi protagonista di intuizioni
innovative come il grande concorso per la realizzazione del
manifesto della seconda edizione (1948), che ha visto impegnati
artisti del calibro di Amerigo Bartoli, Pericle Fazzini, Renato
Guttuso e Mino Maccari" ricorda Stefano Petrocchi, direttore
della Fondazione Bellonci e membro del comitato di gestione del
Premio.
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