La conoscenza non è solo date da ricordare, formule da imparare o definizioni da ripetere. È quel bagaglio che ci si porta dietro per tutta la vita e che rende le persone autonome, libere, migliori. Conoscere vuol dire viaggiare tra idee, persone, culture. Vuol dire andare indietro nel tempo di milioni di anni e poi proiettarsinelfuturo più remoto. Un salto tra Cleopatra, una delle donne più potenti dell’antichità, e i grandi fatti che hanno scosso il mondo e l’Italia (come le battaglie di Nelson Mandela e Martin Luther King e gli attentati a Falcone e Borsellino), passando dal premio Nobel Salvatore Quasimodo al coraggio della pittrice Artemisia Gentileschi. E poi, un percorso alla scoperta della matematica e della fisica. Da Galileo a Einstein fino alle rivoluzioni scientifiche degli ultimi decenni. Ma il bagaglio più prezioso lo hanno le persone che le cose non solo le hanno studiate, ma anche viste e vissute. E che possono avere il privilegio di trasmetterle agli altri. Per questo Il Messaggero ha scelto di realizzare uno spazio dedicato al settore Educational dove trovare tutto questo. Un’area in cui la cronaca diventa didattica, dove si possono seguire le lezioni dei docenti, leggere lenotizie con un taglio formativo (per spiegare i perché delle cose), dove si viaggia nel passato attraverso gli articoli dell’archivio storico del giornale.
Si dice che il giornalista sia lo storico del presente. E non c’è frase che riassume meglio alcuni dei compiti del cronista: raccontare, mettere insieme elementi, dare spigolature e punti di vista. Messe tutte insieme, le cronache di un quotidiano sono un racconto dettagliatissimo dei grandi fatti del mondo. Oggi, il digitale dà al giornalista uno stimolo in più: può, attraverso i nuovi linguaggi, fare la sintesi di ciò che è stato e raccontare elementi che possono spiegare le motivazioni, i processi, le cause e gli effetti. Il giornale si legge non più solo per le sue cronache quotidiane. Da tempo l’editoria si sta aprendo a scenari nuovi e sfidanti. È uno spazio di approfondimento, di riflessione, un momento in cui si osserva il mondo nella sua globalità. Il Messaggero ha scelto di creare questo spazio per la scuola, gli studenti e gli insegnanti, per dare loro un nuovo ausilio didattico e non limitarsi al solo archivio storico, un patrimonio comunque prezioso con migliaia di pagine che raccontano spesso ciò che non trova spazio nei libri di storia. Il quotidiano diventa approfondimento attraverso i docenti, molti dei quali insegnano all’Università Guglielmo Marconi, che con II Messaggero ha da tempo avviato un Master in giornalismo e media communication.Epoi ci sono i giornalisti che recuperano materiale d’archivio e li ripresentano come fonti per raccontare Ungaretti, Montale, ma anche la clonazione della pecora Dolly e la nascita dell’euro. Elementi che sono utili in classe e fuori, che diventano anche podcast da ascoltare prima di andare in classe. Non solo storia, dunque. Nelle pagine di un giornale c’è sempre di tutto: la geopolitica, l’economia, le scienze, la storia dell’arte, il diritto, la letteratura (a cominciare dalle grandi firme della poesia e dei romanzi italiani e stranieri). Lo spazio Educational del quotidiano (disponibili non solo agli studenti all’indirizzo ilmessaggero.it/lezioni) fa rivivere attraverso le cronache dell’epoca quegli episodi che possono aiutare i giovani a essere sempre più curiosi di sapere.
Una particolare sezione, poi, è legata al mondo degli insegnanti. Si tratta di uno spazio riservato con una serie di video e contenuti dedicati all’aggiornamento professionale, in particolar modo incentrato sul digitale e sulle nuove tecnologie fino alle applicazioni dell’intelligenza artificiale, indirizzando al migliore utilizzo per la didattica.Tutto questo, per aiutare a preparare le lezioni in modo più semplice e immediato grazie a un grande arricchimento di fonti ricavabili anche attraverso la piattaforma del Messaggero. Qui l’insegnante troverà nuovi spunti pedagogici e didattici per realizzare percorsi sempre piùinterattivi e personalizzati.
«La nostra idea era quella di offrire ai giovani delle scuole una narrazione diversa dei grandi temi che studiano in classe – racconta Massimo Martinelli, direttore editoriale de Il Messaggero – Diversa come modo di raccontare, si intende, ma sempre aderente ai contenuti originali. Sono nate così le “Lezioni de Il Messaggero”, una serie di videolezioni brevi ma complete sulle materie tradizionali ma anche sui temi dell'attualità e della storia recente, per fornire ai ragazzi strumenti aggiuntivi per capire e interpretare le cose che accadono intorno a loro. Ma non solo: le videolezioni sono anche uno strumento per cogliere le opportunità che le nuove tecnologie e i meccanismi dell'economia possono offrire a chi si sta affacciando sul mondo del lavoro, che oggi più di ieri è governato da dinamiche che cambiano e si trasformano a una velocità sempre maggiore».
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