
Alberto Mazzoni (Sunia Ravenna) lancia un nuovo allarme: "In centro ormai non si trovano più appartamenti"

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"Il mercato dell’abitare a Ravenna è in forte difficoltà". A lanciare un nuovo allarme è Alberto Mazzoni, presidente della sezione ravennate del Sunia, il sindacato unitario nazionale degli inquilini e degli assegnatari. L’elenco delle cause è lungo: "L’apertura della facoltà di Medicina sta portando centinaia di studenti che vanno a occupare appartamenti. Poi c’è il problema grosso degli affitti brevi".
A questo proposito il presidente del Sunia Ravenna parla del "passaggio degli immobili da padre a figlio, con i padri che preferivano la stabilità, la certezza e l’affidabilità delle persone che gestivano la casa correttamente nel tempo, mentre i figli hanno in mente la redditività e sistemano un appartamento per poi inserirlo nel mercato degli affitti brevi per fare introiti". Mazzoni descrive una situazione drammatica in cui "gente che paga l’affitto da 20 o 30 anni viene mandata via con un preavviso di 6 mesi. Ci sono stati anche dei 70/80enni che sono venuti da noi piangendo perché non sapevano dove andare".
Un dato su tutti fa comprendere la situazione: "A febbraio 2026 in tribunale a Ravenna erano pendenti 470 procedure di sfratto, un terzo di queste vedevano protagoniste persone che pagavano regolarmente l’affitto. Una parte di queste situazioni riguardavano proprietari in difficoltà che si trovavano a dover vendere gli appartamenti ma le altre erano trasformazioni in affitti brevi". Il risultato è che "su dieci persone che cercano solo tre trovano un appartamento in affitto. Così lievitano i prezzi di canoni e case, la situazione è pesante".
Una delle conseguenze è l’impoverimento del tessuto economico del territorio: "Ci sono aziende che hanno bisogno di professionisti particolari e magari li trovano fuori città, persone che vengono a Ravenna, stanno qui un mese, non trovano casa e se ne vanno. È capitato anche che alcune decine di persone abbiano vinto concorsi pubblici e abbiano rinunciato al posto fisso pubblico".
E dire che gli immobili a disposizione ci sarebbero: "In provincia di Ravenna c’è un 20/25% del costruito che è sfitto, parliamo di decine di migliaia di appartamenti vuoti". Sembra un paradosso se si pensa che, come spiega il presidente di Sunia Ravenna "in centro ormai una famiglia non trova più una casa in affitto, è tutto un affitto breve. Al rinnovo dell’accordo territoriale, alla fine dello scorso anno, avevamo fatto proposte alle associazioni dei proprietari ma non è stato possibile ragionare su soluzoni innovative per l’affitto stabile".
La situazione è fuori controllo: "Negli ultimi cinque anni ci sono stati mille contratti stabili non fatti a causa di quelli brevi e di quelli transitori. A Ravenna ci sono poi 1.600 persone in attesa di una casa popolare ma le assegnazioni sono una cinquantina l’anno in base alla disponibilità. Per questo con la Regione abbiamo concordato 300 milioni per il recupero delle case popolari sfitte".
Tra le misure in campo per mettere almeno una toppa alla situazione c’è il Bonus affitto con un milione di fondi regionali in arrivo in provincia per i residenti con regolare contratto di affitto e Isee inferiore a 8mila euro: "C’è tempo fino al 20 ottobre alle 12 per fare domanda. Ci stanno chiamando in tantissimi".
Il presidente del Sunia critica il governo e illustra come si sta muovendo il sindacato a livello locale: "Stiamo propronendo una visione territoriale per recuperare l’esistente in tutta la provincia che è la più cementificata in regione. Al Comune di Ravenna proponiamo un tavolo, un monitoraggio degli immobili vuoti anche pubblici. A fronte di un progetto territoriale condiviso di recupero di questi alloggi si potrebbe chiedere un sostegno a banche e fondazioni".
Accanto a questo ci sono accordi virtuosi come quello che vede "il Comune di Faenza, che ha intercettato fondi regionali, e un’agenzia che contatta i privati, chiedendo di assegnarle un appartamento. Per ogni immobile sono a disposizione 10mila euro: 6mila per la ristrutturazione e 4mila a garanzia dell’affitto. L’obiettivo è recuperare la fiducia dei proprietari in modo che tornino ad affittare. In questo terzo anno sono stati affittati 22 appartamenti. La risposta è ancora insufficiente rispetto alla domanda ma anche così si migliora la situazione".
Milena Montefiori
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