okayduckyachtclub.xyz

In prima elementare il 90% di alunni stranieri, i genitori a Mestre espongono striscioni razzisti:«La vostra integrazione la nostra emarginazione»


Oltre nove bambini stranieri su dieci in prima elementare e uno striscione razzista ad accoglierli fuori da scuola. Succede a Mestre, nella terraferma veneziana, all'istituto Giulio Cesare. Qui, con il ritorno in classe, le tensioni che negli ultimi mesi avevano circondato l'ipotesi di una moschea per la comunità bengalese si sono spostate a poca distanza dai banchi. L'istituto al centro delle polemiche si trova in una zona ad alta concentrazione di cittadini stranieri, soprattutto originari del Bangladesh. E questo si riflette sulla composizione delle classi di quest'anno: la percentuale di bambini di origine straniera iscritti alla prima elementare supera il 90%.

Ne sono nate alcune polemiche culminate, venerdì scorso, in uno striscione appeso davanti all'istituto: «La vostra integrazione la nostra emarginazione». A siglarlo, l'organizzazione neonazista Veneto Fronte Skinhead. La vicenda ha fatto dell'istituto il caso simbolo di un fenomeno tutt'altro che isolato: «Ci sono molte scuole in cui abbiamo un elevato numero di bambini di origine straniera, soprattutto a Marghera - nota Edina Kadic, segretaria della Flc Cgil di Venezia - ma questa è stata presa di mira. La scuola si colloca in un quartiere con un'alta residenza di stranieri, soprattutto dal Bangladesh, e quindi si iscrivono alla scuola di prossimità. Il tetto agli stranieri per classe c'è già, ma viene derogato facendo valutazioni di volta in volta. Inoltre molti degli alunni parlano bene l'italiano, perché di straniero hanno solo il cognome.

Quando si parla del tetto del 30%, bisognerebbe considerare anche questo».

Salendo di età, nota ancora Kadic, gli alunni italiani dell'istituto Giulio Cesare aumentano. La sindacalista contesta poi anche le ricostruzioni secondo cui gli operatori scolastici sono in fuga dall'istituto proprio per la preponderanza di stranieri: «Venezia è una realtà dove il personale manca ovunque, il problema è trasversale e si intreccia con quello dei precari. Invece diversi insegnanti di ruolo sono lì da molti anni e non se ne vanno perché conoscono la realtà che hanno davanti». 


Ultimo aggiornamento: domenica 20 settembre 2026, 20:37

© RIPRODUZIONE RISERVATA