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«In Rai mafiosi e massoni», l'audio di Ranucci all'amica influencer che può costargli il posto a Report: la polemica e la rabbia per il vocale privato


Anche i vocali tra il giornalista e Valentina Pelliccia finiscono sul tavolo del comitato etico della Rai, che già indagava sul conduttore per i rapporti col faccendiere Valter Lavitola. Lui si lamenta della diffusione di audio privati senza il suo consenso, ma intanto la polemica si infiamma e il suo futuro alla guida della trasmissione di inchiesta è sempre più in bilico

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È il contenuto di un audio privato del 2021 che ha scatenato l’ultima polemica contro Sigfrido Ranucci. A tirarlo fuori è stato il quotidiano La Verità con Matteo Carnieletto, che ha pubblicato estratti di quel vocale mandato dal conduttore di Report e vicedirettore di Rai3 all’amico giornalista e influencer Valentina Pelliccia. In quel messaggio, Ranucci diceva: «Anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia, un po’ di massoneria». È bastata questa frase per scatenare una raffica di reazioni dai partiti di centrodestra, in testa Fratelli d’Italia. I componenti meloniani della commissione di Vigilanza Rai, racconta Repubblica, parlano di dichiarazioni «fatte da un dirigente contro la sua stessa azienda, che gettano ombre inquietanti». Anche Forza Italia e il sindacato Unirai chiedono chiarimenti all’azienda, mentre sul Corriere della Sera il vicepresidente dei senatori di FdI Marco Scurria e il collega Massimo Ruspandini parlano di insinuazioni gravissime sulla presenza di massoni e mafiosi in Rai. Il senatore meloniano Matteo Gelmetti rincara la dose, tirando in ballo il rapporto tra Ranucci e Valter Lavitola, che collega alla loggia del gran maestro Gioele Magaldi. Tra le opposizioni, a difendere il conduttore resta solo il M5S.

Cosa ha risposto Ranucci alle accuse

Ranucci aveva fatto passare qualche ora prima di commentare ieri 25 luglio, con una breve dichiarazione al Tg1: «riporta fatti che, se sono stati riscontrati, sono stati sicuramente denunciati, come sempre da parte del sottoscritto quando verificati. Se invece è un audio privato, è stato diffuso senza la mia autorizzazione. È grave anche questo». Il conduttore di Report aggiunge di aver ricevuto minacce, che collega a una campagna d’odio nei suoi confronti. Nessuna smentita sull’autenticità dell’audio, però, e nemmeno un’ammissione esplicita. Chi gli parla in questi giorni lo descrive tranquillo, riportano i quotidiani: denunciare, ripete agli amici, è proprio quello che ha sempre fatto attraverso Report, richiamando due inchieste del programma, una del 2021 firmata da Paolo Mondani e Giorgio Mottola e una del 2015 sull’allora direttore delle risorse umane Rai Valerio Fiorespino, legata a un appalto riconducibile a un prestanome di Massimo Carminati.

Cosa diceva il vocale di Ranucci a Valentina Pelliccia

Il contenuto dello scambio, ricostruito da La Verità, era un po’ più articolato della singola frase che ha scatenato il putiferio. Pelliccia si era confidata con Ranucci su una molestia subita sul luogo di lavoro e lui, racconta La Verità, le racconta una serie di dettagli per inquadrare meglio la situazione. Dagli audio in possesso del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro è evidente che Ranucci vuole aiutare la collega, così le spiega come la banca in cui è successa la vicenda «aveva dei settori coperti che erano nelle disponibilità dei servizi segreti per operazioni coperte e nella disponibilità di Montante, che era il numero uno di Confindustria, che aveva la delega alla legalità e che invece poi favoriva i mafiosi. C’era un settore che rispondeva direttamente a Pollari, il capo dei servizi segreti, che era stato nominato da Letta. Vedi che tutto torna?». Dopo la risposta di Pelliccia, Ranucci continua: «Vedi che è da dentro chesi fanno le battaglie? Anche dentro la Rai c’è un po’ di mafia e di massoneria». Le consiglia poi di guardare La cosa nuova, l’inchiesta di Report sulle nuove mafie andata in onda il 22 novembre 2021. Per quanto quel servizio non trattasse proprio di presunti mafiosi e massoni nella Tv di Stato.

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Il caso arriva ora sul tavolo del comitato etico di Viale Mazzini, che ha aperto una verifica anche sui rapporti tra Ranucci e Lavitola, indagato come mandante dell’attentato subito dal giornalista lo scorso ottobre. Una relazione potrebbe arrivare entro la settimana, prima del cda del 30 luglio, e aprire la strada a un audit interno, passaggio che però richiede il via libera della procura titolare dell’inchiesta. L’ad Rai Giampaolo Rossi, intervistato da Milano Finanza, prova a smorzare i toni sul futuro del programma: «Report va avanti perché è un brand Rai, è sempre esistito». Resta da capire se lo stesso valga per la conduzione affidata a Ranucci, sulla quale, secondo la ricostruzione di La Verità, la dirigenza avrebbe ormai più di un dubbio.