La Camera bassa del parlamento spagnolo ha approvato una proposta di legge per assegnare la nazionalità spagnola alle persone del Sahara occidentale, un territorio che si trova a sud del Marocco, che fu per decenni una colonia della Spagna e che è occupato per l’80 per cento proprio dal Marocco. La proposta è stata presentata dal partito di sinistra Sumar, e riguarderebbe in totale tra le 70mila e le 110mila persone: sia quelle nate nel territorio fino alla metà degli anni Settanta, quando questo era sotto l’amministrazione spagnola, sia i loro discendenti diretti, che potrebbero farne richiesta entro cinque anni. Per diventare definitiva dovrà essere approvata anche dal Senato.
Hanno votato a favore i 168 deputati di Sumar e del Partito socialista del primo ministro Pedro Sánchez, mentre hanno votato contro solo i 31 del partito di estrema destra Vox. Si sono invece astenuti in 145, cioè quelli del Partito popolare e Junts per Catalunya, che sono rispettivamente il principale partito di centrodestra spagnolo e quello che sostiene l’indipendenza catalana, più altri partiti minori.
Chi sostiene la proposta di legge la considera una storica riparazione di un’ingiustizia, anche perché ci sono più di 170mila saharawi (le persone originarie del territorio) che vivono in esilio da decenni. Per Vox invece significherebbe regalare la nazionalità spagnola a persone che non lo sono. La proposta è stata peraltro approvata in un periodo di grande tensione tra Spagna e Marocco per via dei fatti di Ceuta, l’exclave spagnola in territorio marocchino, dove a fine luglio sono entrate circa 70mila persone migranti, la gran parte delle quali tornate indietro in poche ore.
Una delle ipotesi che stanno circolando in queste settimane è che le autorità marocchine abbiano facilitato la crisi migratoria a Ceuta proprio per fare pressione sulla Spagna affinché non approvi la legge per concedere la nazionalità agli abitanti del territorio, che il Marocco rivendica come proprio.
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