CEGGIA - L'incubo dei roghi a Ceggia sembra avere finalmente un volto. I Carabinieri della Compagnia di San Donà di Piave hanno fatto scattare le manette ai polsi di un uomo di 51 anni, ritenuto il presunto autore di una preoccupante escalation di incendi dolosi che ha tenuto col fiato sospeso il comune veneziano per tutta la prima metà di agosto.
L'operazione, culminata nella giornata di ieri, 13 agosto, ha portato al fermo del sospettato in trasferta sulla costa.
Il campanello d'allarme era suonato nei primissimi giorni del mese, quando due distinti roghi avevano aggredito le aree arginali a ridosso di un canale di scolo nel territorio di Ceggia. I primi rilievi effettuati dalle squadre dei Vigili del Fuoco avevano da subito indirizzato le indagini verso la pista della matrice dolosa.
La situazione è precipitata nella mattinata di ieri. Le fiamme sono tornate a colpire la stessa area con due nuovi e pericolosi inneschi: il primo ha divorato circa 500 metri quadrati di verde, ma è stato il secondo a sfiorare il disastro. Il fronte del fuoco si è infatti esteso con rapidità inghiottendo ben 17.000 metri quadrati di area incolta, sprigionando una violenza tale da arrivare a lambire e danneggiare le recinzioni di alcune attività commerciali e industriali confinanti. L'intervento tempestivo ha evitato che le fiamme, dopo aver divorato ettari di sterpaglie, si propagassero all'interno dei perimetri aziendali
A tradire il presunto piromane è stato l'occhio elettronico della rete di videosorveglianza locale. Analizzando i filmati registrati a ridosso degli inneschi, i militari dell'Arma sono riusciti a isolare il profilo del 51enne. Le immagini lo immortalavano mentre si allontanava in auto a passo svelto, imboccando la viabilità principale in direzione di Jesolo per far perdere le proprie tracce.
La fuga, tuttavia, è durata poco. Le pattuglie si sono messe subito sulle sue tracce, intercettandolo e bloccandolo all'interno del parcheggio di un centro commerciale jesolano.
Durante la perquisizione, scattata immediatamente dopo il fermo in condizioni di quasi flagranza, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato alcuni accendini. Un ritrovamento che, unito alle dinamiche degli inneschi, è stato considerato un elemento investigativo fortemente compatibile con le ipotesi di reato.
L'uomo è stato dichiarato in arresto e, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, trasferito presso la Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova.
«Voglio rivolgere le mie congratulazioni e il mio ringraziamento ai Carabinieri della Compagnia di San Donà di Piave che hanno individuato e arrestato l’uomo ritenuto responsabile degli incendi appiccati nel territorio di Ceggia, arrivando a danneggiare circa 17 mila metri quadrati di vegetazione - ha dichiarato il presidente della regione Veneto, Alberto Stefani -. Si tratta di un intervento importante, che ha consentito di fermare il presunto autore di una serie di episodi che hanno destato forte preoccupazione nella comunità e che avrebbero potuto avere conseguenze ben più gravi».
«È un risultato importante, che dimostra ancora una volta quanto siano fondamentali il presidio del territorio, la collaborazione tra le forze dell’ordine e la tempestività degli interventi- aggiunge Stefani-. Si tratta di un fatto particolarmente grave perché avvenuto in un periodo nel quale il nostro territorio è sottoposto a condizioni di particolare vulnerabilità. Il caldo intenso e la siccità rendono la vegetazione e le aree incolte esposte al rischio di propagazione delle fiamme. In questo contesto, appiccare volontariamente un incendio significa mettere a rischio non soltanto l’ambiente e il patrimonio, ma anche la sicurezza delle persone, delle attività economiche e delle comunità»
«Ma il mio grazie - conclude il Presidente - va anche a Vigili del Fuoco, Protezione Civile, squadre antincendio di Veneto Agricoltura, volontari e a tutti gli uomini e le donne che in queste ore sono impegnati a spegnere gli incendi e a mettere in sicurezza il nostro territorio. A loro va la riconoscenza di tutto il Veneto».