okayduckyachtclub.xyz

Incendio a Lequile, il prefetto ai sindaci: «Sul monitoraggio no iniziative sparse»


Verifiche sugli effetti sull'ambiente del maxi rogo del 29 agosto

Incendio a Lequile, il prefetto ai sindaci: «Sul monitoraggio no iniziative sparse»

3 Minuti di Lettura

giovedì 3 settembre 2026, 16:14 - Ultimo aggiornamento: 16:57

Basta iniziative in ordine sparso e controlli affidati autonomamente a soggetti privati: sull’incendio di Lequile e sulle sue conseguenze ambientali e sanitarie serve il massimo coordinamento tra le istituzioni. È il richiamo della Prefettura di Lecce rivolto ai Comuni che hanno promosso ulteriori attività di verifica dopo il rogo divampato il 29 agosto nell’impianto di stoccaggio e trattamento dei rifiuti lungo la Statale 101. La Prefettura, pur prendendo atto dei controlli disposti da alcune amministrazioni comunali attraverso soggetti privati, sottolinea la necessità di evitare duplicazioni e di assicurare un utilizzo efficace delle risorse pubbliche. Il riferimento per la valutazione dell’evoluzione dell’emergenza, viene ribadito, resta quello costituito dagli organismi tecnici ufficialmente competenti: Arpa Puglia e Asl Lecce, con il coinvolgimento dell’Università del Salento. Da qui anche l’invito a evitare la diffusione di informazioni non validate, che potrebbero generare disorientamento o allarmismo.

Intanto proseguono le attività di monitoraggio.

I primi risultati dell’Arpa hanno evidenziato una significativa ricaduta degli inquinanti nelle ore più intense dell’incendio e nelle aree prossime al sito, seguita da una costante diminuzione delle concentrazioni. Attualmente la diffusione degli inquinanti riconducibili al rogo risulta in marcato calo. L’Arpa ha effettuato rilievi sulla qualità dell’aria con strumentazione portatile e installato due campionatori ad alto volume nell’abitato di Lequile per verificare la presenza di microinquinanti, comprese le diossine. Campionamenti e analisi proseguiranno fino alla completa stabilizzazione delle condizioni ambientali.L’aumento dei valori di PM10 e PM2,5 registrato tra il 28 e il 30 agosto nelle province di Lecce e Brindisi, precisa inoltre l’Arpa, è stato influenzato anche dall’intrusione di polveri sahariane.

Sul fronte sanitario, l’Asl Lecce sta predisponendo un piano straordinario di campionamenti per verificare eventuali effetti sull’ambiente e sulle produzioni alimentari. Sono in corso controlli sulle attività produttive entro due chilometri dall’impianto, comprese aziende agricole, produzioni alimentari e servizi di ristorazione, oltre che sul pozzo di Acquedotto Pugliese più vicino. Verifiche riguardano anche allevamenti e stabilimenti lattiero-caseari, con specifici campionamenti sulle produzioni di origine animale. Il sito e le aree più sensibili vengono inoltre monitorati attraverso l'impiego di droni. Continua infine a riunirsi periodicamente il Centro coordinamento soccorsi della Prefettura, con gli enti coinvolti nell’emergenza, per condividere gli aggiornamenti tecnici e coordinare gli interventi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA