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Incendio a Lequile, la Prefettura chiede ai Comuni i piani di emergenza. Le analisi di Arpa pronte in pochi giorni


Incendio a Lequile, la Prefettura chiede ai Comuni i piani di emergenza. Le analisi di Arpa pronte in pochi giorni

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martedì 1 settembre 2026, 15:17 - Ultimo aggiornamento: 20:24

Si è tenuta in Prefettura una nuova riunione del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), convocato per fare il punto sulla situazione dopo l'incendio divampato sabato 29 agosto a Lequile e propagatosi all’impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti lungo la statale 101. Sul fronte dei rilievi ambientali, sono state velocizzate le procedure di analisi di Arpa Puglia, i cui esiti verranno comunicati giovedì con largo anticipo rispetto alle tempistiche normalmente richieste.

Il monitoraggio e le raccomandazioni

Dalla Prefettura fanno sapere che le procedure di emergenza sono state avviate fin dalle prime ore in raccordo con Vigili del fuoco, sindaci, Forze di polizia, Arpa e Asl. Tra i primi riscontri tecnici viene evidenziato che «è stata esclusa la presenza di amianto».

La Prefettura aveva già chiesto l'intervento dell'Areonautica, della scuola di Cavalleria per supportare i Vigili del Fuoco nelle operazioni di spegnimento. La Prefettura ha coordinato tutte le operazione, compresi gli interventi di viabilità per assicurare h24 un servizio straordinario.

Restano tuttavia in vigore le misure precauzionali per la popolazione. L'invito è quello di mantenere chiuse porte e finestre in caso di fumo ed evitare manifestazioni all'aperto nei comuni più esposti. Dagli uffici della Prefettura confermano inoltre che «è fortemente sconsigliato il consumo di ortaggi e l’utilizzo dell’acqua dei pozzi nei territori comunali interessati dall’evento; è sconsigliato lo stazionamento di persone all’aperto».

Interventi sul posto e controlli

Nell'area colpita proseguono intanto le attività di bonifica e minuto spegnimento dei materiali combusti per evitare nuovi inneschi.

Le squadre del Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Lecce sono affiancate dai mezzi del gruppo GOS di Bari e da un'autocisterna da 25.000 litri inviata da Taranto.

La Prefettura fa inoltre sapere di aver indirizzato una circolare a tutti i sindaci della provincia per sollecitare i dati necessari alla chiusura dei Piani di emergenza esterna e chiedere ai gestori di potenziare «i sistemi di vigilanza attiva e passiva mediante la posa in opera di sistemi di videosorveglianza, ovvero mediante un rinforzo del sistema di guardiania a mezzo di Istituti di Vigilanza privati», in particolar modo nelle strutture situate vicino ad aree verdi o terreni incolti.

Il report di Arpa Puglia

In serata è arrivata anche la nota tecnica dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale . L'Arpa fa sapere che a tre giorni dal rogo «i dati disponibili non evidenziano oggi particolari criticità per la qualità dell’aria nelle aree monitorate» e che le misure del 1° settembre mostrano un'attenuazione del particolato (PM10) sia a Lequile che a Galatina.

Nei giorni dell'incendio le concentrazioni di polveri erano risultate elevate vicino al sito e sottovento, ma l'Agenzia precisa che «le informazioni a disposizione non consentono di attribuire i picchi esclusivamente all'incendio», complice la concomitanza di un'intrusione di polveri sahariane documentata dal servizio europeo Copernicus anche nel Brindisino. Nessuna anomalia oltre i limiti di legge per biossido di azoto, biossido di zolfo, benzene e monossido di carbonio, mentre il quadro conoscitivo «sarà completato dalle analisi, attualmente in corso, dei campioni raccolti con i campionatori ad alto volume, finalizzate alla ricerca di microinquinanti organici» come le diossine.

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