VENEZIA - Erano dentro il taxi acqueo al momento dello schianto. Potrebbero aver visto tutto e adesso gli inquirenti li stanno cercando. Sono due turisti americani, passeggeri del motoscafo che all'alba di sabato 12 settembre si è scontrato nel canale di Tessera con il barchino di Sean Michieli e Gabriella Querino. Ora che le ricerche di Gabriella si sono concluse nel modo più tragico, l'attenzione si concentra sulla ricostruzione dell'incidente. Ed è proprio adesso che i due turisti diventano testimoni chiave.
Gli americani erano a bordo del taxi al momento dell'impatto e potrebbero quindi fornire elementi decisivi su quello che è accaduto nei secondi precedenti allo schianto: la rotta delle due imbarcazioni, ciò che era visibile dal motoscafo e la dinamica dell'urto. Il problema è che i due erano diretti all'aeroporto per rientrare negli Stati Uniti. Dopo l'incidente sono saliti su un altro taxi acqueo e hanno proseguito il viaggio. Gli investigatori stanno ora cercando di rintracciarli per poter raccogliere la loro testimonianza.
Le loro testimonianze potrebbero diventare importanti per confrontare quanto visto quella mattina con gli elementi tecnici raccolti dagli investigatori e con il racconto fornito dal conducente del taxi coinvolto nello schianto. Il conducente del taxi acqueo, un veneziano di 38 anni, è indagato nell'inchiesta aperta dalla Procura per omicidio nautico. Secondo la ricostruzione fornita dall'uomo, il barchino sarebbe comparso improvvisamente davanti al taxi e lui non sarebbe riuscito a evitare l'impatto. Il tassista sostiene di non averlo visto fino all'ultimo momento. È proprio su questo punto che la testimonianza dei due passeggeri americani potrebbe assumere particolare importanza: erano a bordo dello stesso motoscafo e potrebbero raccontare che cosa hanno visto prima e durante lo schianto. La loro versione potrà essere confrontata con quella del conducente e con gli altri elementi raccolti nell'inchiesta.
Il tema della velocità nel canale di Tessera è tornato al centro dell'attenzione dopo la tragedia. Si tratta di una delle vie d'acqua più trafficate della laguna, percorsa continuamente dai motoscafi diretti da Venezia all'aeroporto e viceversa. La questione generale dei limiti e dei controlli non deve però essere sovrapposta alle responsabilità per questo specifico incidente: saranno gli accertamenti della Procura a stabilire a quale velocità viaggiassero le due imbarcazioni e se questo elemento abbia avuto un ruolo nello schianto.