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Incidente Ryanair e passeggero risucchiato, volatili nel motore


Il rapporto preliminare dell'Ntsb sull'incidente del 10 luglio in Grecia, quando una pala del motore destro di un Boeing 737 Ryanair si è spezzata distruggendo un finestrino e risucchiando parzialmente un passeggero, segnala la presenza di resti di volatili nel propulsore. Ma il nodo centrale resta il cedimento per usura di una delle pale, che riapre gli interrogativi su controlli e tempi di applicazione delle direttive Faa

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Resti di volatili nel motore, ma soprattutto una pala ceduta per usura del metallo. È quanto emerge dal rapporto preliminare dell'Ntsb, l'ente investigativo statunitense, sull'incidente che il 10 luglio scorso ha coinvolto un Boeing 737 di Ryanair nei cieli della Grecia. Il velivolo, decollato da Salonicco con 155 persone a bordo e diretto a Memmingen, in Germania, è stato costretto a un rientro d'emergenza pochi minuti dopo il decollo, quando il cedimento di una pala del motore destro ha distrutto un finestrino, provocando una decompressione improvvisa e il risucchio parziale di un passeggero.

I resti di volatili nel motore

Gli investigatori americani riferiscono di aver rinvenuto resti di volatili all'interno del propulsore, ipotizzando un impatto durante il decollo. I piloti, però, non avevano segnalato nulla e il distacco della pala è avvenuto diversi minuti dopo. Secondo il rapporto, nei dodici mesi precedenti l'incidente l'equipaggio aveva segnalato quattro sospetti impatti con uccelli sullo stesso motore: in due casi sarebbero stati trovati resti di volatili, ma i controlli di manutenzione successivi non avevano evidenziato danni. La pala incriminata, inoltre, era stata sottoposta a controlli ultrasonici solo 253 cicli di volo prima dell'incidente, lo scorso 24 maggio, senza che emergesse alcuna anomalia.

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La dinamica: la pala spezzata alla radice

I problemi sono cominciati mentre l'aereo saliva verso i 16mila piedi nei pressi di Polykastro, a pochi chilometri dal confine con la Macedonia del Nord. I sensori del propulsore CFM56-7B26 (realizzato dalla joint venture tra GE Aerospace e la francese Safran) avevano registrato un primo forte picco di vibrazioni già durante la corsa di decollo. Pochi minuti dopo, con l'aumento della potenza, un boato ha preceduto il disinnesto dell'autopilota e l'allarme di altitudine in cabina. Una delle pale, la numero 10, si è spezzata alla radice per un fenomeno di rottura da fatica del materiale. I detriti, scagliati ad altissima velocità, hanno lacerato la copertura esterna del motore, penetrato la fusoliera e distrutto il finestrino all'altezza del sedile 11F.

Nel documento gli esperti annotano che circa il 37% della superficie di frattura presentava caratteristiche compatibili con la fatica del materiale, oltre a un grave danno da usura per attrito nella zona di contatto alla radice della pala. La decompressione ha generato momenti di panico tra passeggeri ed equipaggio, tra maschere d'ossigeno staccatesi dai supporti e il tentativo improvvisato di alcuni viaggiatori di tappare la falla nella fusoliera con un box metallico recuperato dalla cucina. I piloti sono comunque riusciti a stabilizzare il velivolo e a effettuare una discesa d'emergenza, riportandolo a Salonicco.

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Gli interrogativi su regole e manutenzione

Il punto destinato a spostare l'attenzione sui vertici regolatori e industriali riguarda gli aggiornamenti di sicurezza. L'esame dei rottami, condotto tra Francia e Stati Uniti, ha evidenziato che la capottina d'aspirazione, le cerniere e i componenti dello scarico del motore coinvolto non avevano ancora incorporato i rinforzi strutturali prescritti da tre direttive di navigabilità emanate dalla Faa nel 2025. Formalmente Ryanair era in regola, dato che la scadenza fissata per l'adeguamento della flotta è prevista soltanto per il luglio 2028. Ma l'incidente solleva interrogativi sull'opportunità di finestre temporali così ampie per interventi su parti critiche, anche alla luce di eventi analoghi registrati negli ultimi anni su motori della stessa famiglia.

Gli investigatori stanno valutando se il caso presenti punti in comune con altri precedenti, come il guasto a un motore di un volo Southwest Airlines dell'aprile 2018, quando una passeggera morì dopo essere stata parzialmente risucchiata da un finestrino. L'amministratore della Faa, Bryan Bedford, ha però ridimensionato il parallelo: le prime indicazioni, ha spiegato, non sembrano ricalcare la dinamica di quell'episodio. L'indagine, delegata interamente all'agenzia americana dalle autorità greche e condotta con la consulenza di Boeing, GE Aerospace, Safran e dell'agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), prosegue per chiarire le correlazioni tra il cedimento della pala e la risposta delle strutture di contenimento del motore.

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