Qualità della vita 2026
É Milano la provincia più sportiva d’Italia. Grandi eventi, atleti tesserati e società sportive, risultati (individuali e di squadra), sport paralimpico, investimenti, turismo sportivo e scuole di formazione: i numeri sullo sport italiano nelle classifiche elaborate da Pts Sport per Il Sole 24 Ore. L’indice, giunto alla sua 20esima edizione, è calcolato su 32 indicatori suddivisi in quattro categorie.
di Giacomo Bagnasco, Andrea Gianni e Gianni Menicatti
27 luglio 2026
Milano, al fotofinish, spodesta Trento e si aggiudica la ventesima edizione dell’Indice di sportività delle province italiane. Il successo di Milano, a suo modo storico, non rappresenta, tuttavia, una vera sorpresa. Basti ricordare il progressivo avvicinamento di Milano alla vetta: settimo posto nel 2022, quinto nel 2023 e nel 2024, per la prima volta a podio nel 2025, in terza posizione. L’Olimpiade 2026, condivisa con Cortina, ha portato a Milano quel “plus” (organizzativo, economico, di attrattività internazionale, oltre che di risultati sportivi) utile per conquistare il primato dello sport italiano nei diversi aspetti che lo caratterizzano.
Sono sei le vittorie parziali: nel calcio professionistico (grazie soprattutto allo scudetto dell’Inter, con tanto di affermazione legata agli “sport di squadra”), nei media per lo sport e nel tasso di praticabilità, il capoluogo lombardo e la sua provincia confermano leadership già ottenute nel 2025; nuovi invece i primati nel basket (con l’Olimpia campione d’Italia, a meno di un anno dalla scomparsa del grande “patron” Giorgio Armani) e alla voce Sport storia e cultura: tra i diversi elementi gli albi d’oro, i musei e le biblioteche dello sport, l’ultima recentemente inaugurata in città e intitolata a Gianni Mura. Un’affermazione giunge anche dal nuovo indicatore sugli investimenti in impianti grazie al Credito sportivo.
Trento scende al secondo posto, pur confermandosi leader nel gruppo “Sport individuali”; lascia però a Belluno la corona riguardante “Sport e società”, occupando in questo caso il posto d’onore. E va otto volte a podio nei singoli indicatori (come Milano), ma conquista il gradino più alto solo per lo sport femminile.
Bolzano, in terza posizione, completa il podio risalendo dalla 12ª e primeggia nel macro-indicatore della “Struttura sportiva”. Per la provincia altoatesina tre allori parziali: per i risultati dei suoi rappresentanti ai Giochi di Milano-Cortina (più di 10 sono andati a medaglia, e cinque sono gli ori conquistati), gli sport invernali e il tennis, al traino di Jannik Sinner.
Ai piedi del podio Bologna guadagna una posizione (da quinta a quarta) e precede Firenze, passata dalla seconda alla quinta piazza, nonostante la doppia leadership per gli enti di promozione sportiva e il nuoto. Bergamo, sesta, scende due gradini ma si installa in vetta nel ciclismo, spodestando Verbania. Torino e Roma rimangono rispettivamente in ottava e 17ª posizione.
Nella top ten si affaccia Vicenza (decima) e torna Sondrio, nona: i successi olimpici degli atleti valtellinesi, trascinati da Arianna Fontana, e le numerose gare a cinque cerchi disputate a Bormio e Livigno hanno contribuito alla scalata della provincia lombarda (lo scorso anno 35ª). Belluno avanza dal 34° al settimo posto principalmente grazie all’Olimpiade, tornata a Cortina dopo 70 anni, e all’exploit in sport e amatori.
Lasciano la fascia più alta della classifica Genova (dal sesto al 12° posto), Rimini (dal nono al 13°) e Trieste (dal settimo al 15°), che però vantano alcuni piazzamenti da leader: Genova negli sport di squadra meno diffusi (in primis, grazie alla pallanuoto), Rimini nei motori e nelle imprese per lo sport, Trieste per la presenza di tecnici, dirigenti e ufficiali di gara e per gli sport “dell’acqua”.
Nelle posizioni di rincalzo vanno segnalate Varese (18ª), sempre leader per lo sport paralimpico, Lecco (21ª), che mantiene il primato su sport e bambini, e Aosta (28ª) ancora al vertice per “sport e turismo natura”.
A sfiorare la top ten è Como, 11ª, grazie all’accesso alla Champions League ottenuto dalla squadra di calcio locale. Esce dalle prime dieci Cagliari, perdendo 12 posizioni e finendo 22ª; ma il capoluogo sardo (leader per densità di atleti/atlete tesserati) precede con distacco le altre realtà meridionali e insulari. A seguire Teramo (37ª), che vince per le società attive fuori dal capoluogo e per gli sport outdoor (come tiro a volo, triathlon e tiro con l’arco). Napoli e Bari concludono rispettivamente al 48° e 49° posto. Da sottolineare nel Mezzogiorno il balzo in avanti di Benevento che, anche grazie al ritorno del calcio in Serie B, sale dall’88° al 57° posto. Di rilievo pure il recupero di Palermo (da 84ª a 74ª), che registra la migliore crescita fra le grandi aree metropolitane.
Giunto alla ventesima edizione, l'Indice di Sportività misura la vitalità sportiva dei territori attraverso 32 indicatori che analizzano risultati agonistici, diffusione della pratica sportiva, impiantistica, investimenti, organizzazione di eventi, presenza di società sportive e impatto economico dello sport, offrendo una fotografia completa del sistema sportivo italiano.
Il numero di medaglie d’oro (1° posto), d’argento (2° posto) e di bronzo (3° posto) conseguite dalle province salite sul podio almeno una volta nelle 20 edizioni dell’Indice di sportività dal 2007 al 2026
L’edizione 2026 celebra il ventesimo anniversario della classifica che raccoglie statistiche sullo sport italiano: dall’analisi storica emergono il medagliere delle province italiane nell’Indice di sportività dal 2007 al 2026, i principali “distretti dello sport” dove si concentrano i migliori risultati agonistici per disciplina, e i primati locali nello sport femminile, paralimpico o per i bambini.
In questi 20 anni diversi territori hanno saputo mettersi costantemente in luce, altri hanno avuto presenze più “carsiche” nelle posizioni di eccellenza. La regina della sportività è senza dubbio Trento, che ha conquistato la ideale maglia rosa otto volte su 20 (nelle edizioni 2007, 2011, 2014, 2016, 2019, 2022 e 2025) ed è restata giù dal podio in una sola occasione. Forza di un movimento che non ha punti deboli, se non il calcio, è una palestra a cielo aperto ed è ricca di campioni. Due volte vittoriose sono state Firenze (2008 e 2015), Genova (2010 e 2013), Trieste (2017 e 2018). Un successo a testa per Livorno (2009), Parma (2012) e Bologna (2020), mentre negli ultimi anni è stata la Lombardia a mettersi in mostra: grazie a Varese nel 2021, Bergamo nel 2024 e ora Milano è la regione con il maggior numero di territori che hanno conquistato la medaglia d’oro.
Numero di volte in cui la provincia si è classificata tra le prime dieci nell’Indice di sportività dal 2007 al 2026
Milano è al primo trionfo, mentre altre aree che fanno capo alle città più popolose del Paese hanno avuto uno o più momenti di gloria. Certo, Firenze, Genova e Bologna sono tutte rappresentanti del Centro-Nord, mentre il Sud - anche nella sportività - rimane indietro. Dal 2007 a oggi tutte le piazze oltre la centesima posizione sono state occupate dal Meridione e la maglia nera è toccata in prevalenza a territori delle due isole.
Tra gli indicatori costantemente presenti se ne segnalano nove, distribuiti nelle quattro macro-aree in cui si articola l’Indice di sportività. I 20 anni sono l’occasione giusta per vedere quali province hanno ottenuto la migliore media di risultati nel lungo periodo.
È notevole la doppietta di Trieste, per la quantità di atleti tesserati, sempre in proporzione alla popolazione, e per lo sport al femminile, grazie a un capillare tessuto di società e di conseguenza alle numerose praticanti.
I territori con la media dei punteggi più elevati conseguiti dal 2007 al 2026 in alcuni sotto indicatori dell’Indice di sportività
Negli sport di squadra Genova prevale per il calcio professionistico: quella del capoluogo ligure non è una provincia molto popolosa (ha circa 820mila abitanti) ma nel corso degli anni ha avuto molto spesso entrambe le squadre cittadine in Serie A, con la Virtus Entella (di Chiavari) più volte in Serie B. Per la pallacanestro si afferma Bologna, non a caso denominata “Basket City”, e nel volley la “piccola” Macerata fa leva su tutti gli allori conquistati dalla squadra maschile della Lube, prima nel capoluogo e poi a Civitanova.
Per le discipline individuali un altro piccolo territorio, quello di Rieti, è sempre all’avanguardia nell’atletica: tra l’altro due settimane fa lo stadio “Guidobaldi” ha ospitato i campionati europei Under 18. Sempre lungo l’arco dei vent’anni Trento fa meglio di tutte nel ciclismo - su strada e su pista - per la qualità dei propri atleti e atlete, così come per la consistente presenza di società. Per lo sport al sociale, infine, Lecco è da tempo la capofila nel binomio sport-bambini, e la straordinaria polisportiva Polha regala a Varese il primato nelle discipline paralimpiche.
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