okayduckyachtclub.xyz

Influencer rischiano la vita sulla ciminiera per fare video e foto da postare sui social, Enel: «Valutiamo la denuncia»


PORTO TOLLE (ROVIGO) - Sotto i piedi, 250 metri di vuoto. Addosso, nessuna imbracatura. In mano, soltanto uno smartphone per immortalare l’impresa: raggiungere la cima della ciminiera più alta d’Italia e consegnare tutto ai social. È successo nel Delta del Po veneto, a Polesine Camerini, frazione di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, dove due giovani slovacchi, i cui nomi in codice sono Peter.D. e Martin Penco, sono entrati senza autorizzazione nell’area dell’ex centrale termoelettrica Enel e hanno raggiunto la cima del gigantesco camino, l’unica grande struttura rimasta dopo la demolizione dell’impianto. 

L’IMPRESA

Le prime tracce pubbliche dell’incursione risalgono al 28 agosto, quando uno dei due ha pubblicato alcune fotografie scattate a 250 metri d’altezza. Il 7 settembre è arrivato il reel dell’altro giovane, accompagnato da un nuovo carosello di immagini che documenta la presenza di entrambi sulla ciminiera. Non è invece possibile stabilire dalle pubblicazioni quando sia avvenuto materialmente l’accesso all’ex centrale. Uno dei due si presenta come stuntman e “urban climber” e nella didascalia definisce il camino di Polesine Camerini una “ciminiera quadrupla italiana di 250 metri”. Racconta di aver affrontato la salita insieme al compagno percorrendo le scale fino alla sommità. Le immagini mostrano i due sulla cima, in bilico, senza imbracature, a centinaia di metri da terra. Il breve video pubblicato sui social sarebbe soltanto l’anticipazione di un filmato più lungo. 

L’urban climbing, letteralmente arrampicata urbana, è una pratica estrema che consiste nello scalare edifici, gru, torri, ciminiere e altre strutture artificiali. Ma in questo caso non c’è soltanto il rischio, evidente, di precipitare da centinaia di metri. Per realizzare quelle immagini i due hanno fatto ingresso senza autorizzazione in una proprietà privata.

I PERICOLI

A rendere il tutto ancora più delicato è il pericolo di emulazione. Quelle immagini possono apparire spettacolari, ma ripetere gesti simili non significa semplicemente cimentarsi in una sfida estrema: entrare senza autorizzazione in una proprietà privata può comportare conseguenze giudiziarie, oltre a esporre chi lo fa a rischi gravissimi per la propria incolumità. La nuova incursione è ora all’attenzione di Enel. «Il sito di Polesine Camerini è di proprietà di Enel ed è attualmente gestito da Human Company, promissaria acquirente dell’area – precisa la società –. In passato si sono già verificati analoghi episodi di accesso non autorizzato alla ciminiera, segnalati alle autorità competenti». 

E anche questa volta potrebbe arrivare una denuncia. «In relazione a quanto accaduto – prosegue Enel – saranno valutate le opportune iniziative a tutela della proprietà, inclusa la presentazione di una denuncia».
La società rinnova quindi «l’invito a non emulare comportamenti che, oltre a violare proprietà private, espongono le persone a gravi rischi per la propria sicurezza». 
Un precedente c’è ed è recente. Nel maggio 2025 la stessa ciminiera era già stata oggetto di un’analoga incursione, documentata e successivamente pubblicata sui social. Anche in quel caso Human Company aveva presentato denuncia. Nei giorni immediatamente successivi altri due giovani avevano tentato di introdursi nell’ex centrale, ma erano stati intercettati dalla vigilanza prima di riuscire a raggiungere il camino.
“The world is yours”, «il mondo è tuo», hanno scritto i due slovacchi sulla cima. Duecentocinquanta metri più sotto, però, resta la realtà: per una manciata di immagini da consegnare ai social, basta un passo falso perché da raccontare ci sia solo una tragedia.