
di Pierangelo TEMPESTA
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venerdì 4 settembre 2026, 18:49 - Ultimo aggiornamento: 20:01
È stato arrestato nel pomeriggio di oggi, 4 settembre, Roberto Colitti, il 22enne di Ugento accusato di aver investito e ucciso l'ingegnere 28enne Daniele Congedi, il 9 agosto, sulla provinciale Ugento-Racale. Il giovane è stato accompagnato nel carcere di Lecce dai carabinieri della stazione di Racale in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Lecce, Francesco Valente. Il pubblico ministero titolare delle indagini, Luigi Mastroniani, aveva chiesto l'arresto del 22enne, confermando la sua richiesta nel corso dell'interrogatorio preventivo che si è svolto lunedì dinanzi al gip Valeria Fedele.
L'accusa, per Colitti, è di omicidio stradale aggravato dall'allontanamento dal luogo del sinistro e omissione di soccorso. Il gip ha ritenuto fondato il pericolo di reiterazione del reato rigettando così la richiesta di arresti domiciliari avanzata dagli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto e disponendo, quindi, l'arresto in carcere.
Il 22enne, che si era presentato dinanzi ai carabinieri solo dopo 24 ore dall'incidente, aveva affermato di non essersi accorto di aver investito una persona quando, alla guida della sua Lancia Y, era avvenuto l'impatto con la bici guidata dal 28enne.
Il corpo della vittima era stato ritrovato solo dopo circa dieci ore dall'impatto, nella campagna a margine della provinciale 350 Ugento-Racale. Dalle prime analisi era emersa la presenza di cannabinoidi, ma il 22enne aveva dichiarato di aver fumato solo dopo l'incidente.
Nel corso dell'interrogatorio di lunedì, poi, il giovane aveva ribadito quanto affermato il giorno dopo l'incidente e, in lacrime, aveva chiesto scusa ai familiari della vittima, affermando che mai avrebbe lasciato morire una persona in quel modo.
Lo schianto sarebbe avvenuto intorno alle 12.30 e il 22enne, secondo l'accusa, dopo essere uscito fuori strada si sarebbe recato due volte verso il luogo dell'impatto, così come rilevato dall'analisi delle registrazioni delle telecamere delle aziende vicine. Il recupero della Lancia Y del giovane, ad opera di un'azienda di soccorso stradale, è avvenuto intorno alle 13.20, quindi quasi un'ora dopo lo schianto. In quell'ora - in cui probabilmente Daniele era ancora vivo, come emerso dall'autopsia - sul posto sono giunti familiari e parenti del 22enne, sempre secondo la ricostruzione della Procura.
I familiari della vittima sono assistiti dagli avvocati Giovanni, Luigi e Irene Chiffi.
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