Dopo i recenti interventi e video divulgati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sul tema dell’integrazione e dell’insegnamento dell’italiano L2, come Coordinamento Nazionale Docenti A23 Italia riteniamo impossibile e inaccettabile rimanere ancora in silenzio.
Avvertiamo l’urgenza e il dovere professionale di ristabilire la verità storica e normativa su chi siamo, su come operiamo e sulle gravissime criticità che la nostra classe di concorso sta affrontando sul territorio.
Nati nel 2016 dopo anni di studio: non siamo un “progetto dell’ultimo anno”
Assistiamo costantemente a una narrazione istituzionale che sembra far risalire la nascita e la formazione dei docenti di Italiano L2 agli ultimi recenti interventi governativi. Ci teniamo a ribadirlo con forza: la Classe di Concorso A23 è stata istituita nel 2016. Dietro ogni docente A23 ci sono anni di specializzazione universitaria, Master di I e II livello in Didattica dell’Italiano L2, certificazioni glottodidattiche di alto profilo, concorsi pubblici superati e un decennio di esperienza concreta nelle classi metropolitane e periferiche di tutta Italia. Non siamo una figura improvvisata né tantomeno formata “nell’ultimo anno”.
Trasparenza sulle procedure di reclutamento e chiarezza sulle norme (DL 71/2024)
Chiediamo pubblicamente estrema chiarificazione sulle future procedure di reclutamento per la A23. Inoltre, rileviamo continue e pericolose ambiguità sull’applicazione delle normative vigenti. Nelle ultime dichiarazioni ministeriali si parla frequentemente di interventi mirati solo nelle classi con almeno il 20% di alunni stranieri NAI (Neo Arrivati in Italia).
Ricordiamo che il DL 71/2024 stabilisce che il docente di L2 deve intervenire non solo per i NAI, ma per tutti gli studenti che non abbiano ancora raggiunto il livello A2 di competenza linguistica. Circoscrivere l’intervento alla sola prima accoglienza significa abbandonare migliaia di studenti che, pur non essendo NAI, necessitano di un percorso linguistico strutturato per evitare l’abbandono scolastico.
I paradossi delle percentuali: 20% NAI vs 30% del nuovo decreto. Dove sarà la A23?
Ci chiediamo — e chiediamo al Ministero — come si articolerà concretamente la presenza della A23 sul territorio. Che differenza operativa e strutturale c’è tra il tetto del 20% di NAI sbandierato per la L2 e il tetto del 30% di studenti stranieri introdotto dal nuovo decreto legge sulla scuola? In quali scuole, con quali criteri e in quali organici sarà realmente presente il docente A23? Il rischio concreto è che la nostra figura rimanga una chimera o una concessione a macchia di leopardo, lasciando centinaia di istituti privi di un supporto specialistico fondamentale.
Tagli ingiustificati, soppressioni di cattedre e il caos amministrativo
A differenza di quanto viene sostenuto nelle dichiarazioni pubbliche, la realtà dei fatti parla di tagli netti e continui: si registrano ben 175 cattedre in meno.
Assistiamo a situazioni paradossali ed estremamente gravi.
Alcune cattedre sono state inspiegabilmente soppresse persino a docenti già di ruolo, pur in presenza dei numeri necessari per il loro mantenimento.
Altre cattedre sono state sottratte a scuole ad alta densità di alunni stranieri per essere spostate in istituti con percentuali nettamente più basse di studenti stranieri.
Questa gestione illogica sta generando una profonda confusione sul territorio, spiazzando e mandando nel pallone sia gli Uffici Scolastici Territoriali sia i Dirigenti Scolastici, lasciati senza direttive chiare o costretti ad applicare criteri contraddittori.
Uscita dal “limbo” del potenziamento e stabilizzazione nei CPIA
La risposta alle sfide dell’inclusione non può essere affidata alla precarietà o alla discrezionalità. Per questo chiediamo a gran voce:
Uscita immediata dal potenziamento: la A23 deve uscire dal “limbo” del potenziamento. Servono cattedre curricolari stabili e strutturate in organico di diritto nelle scuole secondarie di I e II grado.
Stabilizzazione nei CPIA: l’alfabetizzazione degli adulti nei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti necessita di organici stabili, del rispetto della nostra versatilità professionale (dal livello A0 fino all’italiano dello studio) e della fine di logiche d’assegnazione discriminatorie o “tappabuchi”.
L’inclusione reale passa attraverso competenze specialistiche riconosciute e stabilità d’organico, non attraverso slogan o tagli mascherati. Noi docenti A23 ci siamo, esistiamo da dieci anni e continueremo a far sentire la nostra voce a tutela della nostra dignità professionale e del diritto allo studio di tutti gli studenti.
Coordinamento Nazionale Docenti A23 Italia
Classe di Concorso L2 – Lingua Italiana per Discenti Stranieri