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Inter-Napoli 3-2: perché perdere in questo modo fa più male


Così no. Così fa ancora più male della sconfitta contro il Como perché il Napoli, con merito, era andato in vantaggio con due gol segnati in tre minuti. Ma ha poi sbagliato tutto, nella sua area e in quella avversaria, e ha consegnato i tre punti all’Inter.

Il Napoli aveva giocato alla pari contro i nerazzurri, e in alcuni frangenti anche meglio, tanto è vero che hanno segnato il gol decisivo con Lautaro dopo il 90’. Andata sul 2–0 con Politano e Hojlund la squadra di Allegri ha lasciato però campo all’Inter, che ha avuto così la possibilità di superare lo choc dell’uno-due. Il vantaggio si è dissolto perché sono stati commessi errori in area in occasione dei gol di Lautaro e di Thuram, con Rrahmani che non ha coperto sulla prima rete dell’argentino e con Badiashile (esordio affrettato) che si è lasciato sovrastare dal francese. Il colpo, sempre del “Toro”, che ha chiuso la sfida è arrivato dopo un’azione confusa a un passo da Meret e dopo che Neres e Anguissa avevano fallito nell’arco di un minuto le occasioni per portarsi sul 3–2. Errori dietro e davanti. Se non ci sono determinazione in difesa e precisione sotto porta è difficile riprendere la giusta strada e lo sa bene Allegri, che invita i giocatori a restare sereni dopo questa caduta. Se si sbaglia tanto non ci sono giustificazioni, neanche quella di una panchina dal peso differente rispetto all’Inter. Un esempio in attacco. Chivu ha inserito Thuram al posto di Esposito e Max ha schierato Lucca per Hojlund, che è il giocatore più affidabile – 2 reti in 3 partite - in questo sofferto inizio di stagione. E, diversamente dalle gare con Genoa e Como, De Bruyne non ha dato il cambio di passo.

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Era dal dicembre 2023, gestione Mazzarri, che il Napoli non subiva due sconfitte consecutive. E non sono due sconfitte qualsiasi perché sono avvenute nei primi scontri diretti stagionali con il brillante Como di Fabregas e la spietata Inter di Chivu, che con il tandem Lautaro-Thuram ha ribaltato la partita dopo aver concesso agli avversari due gol e altre clamorose occasioni in una partita che – ha ragione il tecnico nerazzurro - ha rappresentato uno spot per il calcio italiano anche con la collaborazione di un bravo arbitro come Sozza che ha lasciato giocare molto e non ha ceduto alle pressioni: fuori il giallo quando Lautaro ha alzato il tono delle proteste, i tempi sono cambiati.

Ad Allegri non basta incassare i complimenti del collega Chivu, due volte battuto con il Milan. Vuol altro, chiede di più a sé stesso e ai suoi uomini. Come uscirne? Il Napoli deve definitivamente rialzarsi eliminando gli errori che hanno determinato le due sconfitte in sei giorni. Ci sono stati importanti positivi segnali al Meazza ma pesano quelli negativi, dalle gravi leggerezze nelle due aree ai cambi inconsistenti, che hanno decretato la sconfitta. Le perplessità della tifoseria sono forti ma l’amore per il Napoli si manifesta anche nei momenti di difficoltà e questo - per il morale e per la classifica, seppure siano state giocate solo tre partite - lo è e lo sa anche De Laurentiis, che potrebbe rivedersi mercoledì al Maradona accanto alla squadra.

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Riprende tra tre giorni il percorso di Allegri e del Napoli in Champions League. Le loro ultime esperienze sono finite male. Nella stagione 2022-2023 Max non superò la fase a gironi e scivolò in Europa League, perdendo la semifinale contro il Siviglia poi vincitore del trofeo. Gli azzurri con Conte si sono piazzati al trentesimo posto in classifica nello scorso gennaio fallendo i playoff. C’è voglia di riscatto con un calendario che può essere incoraggiante, al di là dei confronti con due big della Premier: l’Arsenal vice campione d’Europa subito atteso a Fuorigrotta e il City che ospiterà il Napoli a Manchester il 24 novembre. Legittimo aspettarsi di più rispetto alla scorsa edizione anche se bisogna vivere questa esperienza con sano realismo e non intaccando il percorso in campionato già non agevole. Gli azzurri potranno contare su De Bruyne, che nel 2025 è stato costretto a fermarsi ad ottobre, ma c’è l’handicap dell’assenza di McTominay contro i Gunners e probabilmente nella trasferta a Villarreal. Sulla questione contrattuale dello scozzese il direttore sportivo Manna è stato chiaro ieri: «Ha due anni di contratto ancora, lui vuole rinnovare e anche noi, però le cose vanno fatte coincidere e non sempre è semplice. Però noi ci stiamo provando». Si può immaginare con quali argomenti, che non sono il panorama di Napoli e l’amore dei tifosi, possa convincersi.